Tim Cook è gay, il coming out ufficiale

di Pasquale Cacciatore 38

Con un editoriale pubblicato oggi su Business Week il CEO di Apple Tim Cook si è apertamente dichiarato "orgoglioso di essere gay". Nell'editoriale il suo coming out ma anche una riflessione sui diritti civili, nella speranza che la sua scelta possa essere d'aiuto per altri.

Apple-Conference

Probabilmente non giungerà come notizia nuova, dato che voci sulla sessualità di Tim Cook erano già conosciute ai media da anni, ma nel caso adesso vi è una conferma: il CEO di Apple ha fatto ufficialmente coming out.

Non che si tratti di una notizia sensazionale, ripetiamo, ma è da sottolineare che prima di oggi il CEO, da sempre attento alle questioni di privacy e schivo nel comunicare alla stampa informazioni sulla sua vita privata, non aveva mai confermato o negato la propria omosessualità.

L’occasione è giunta con una lettera pubblicata da Business Week, testata appartenente al gruppo Bloomberg, in cui Cook ha affermato di aver sempre tentato di mantenere un livello adeguato di privacy e di non “attirare attenzione”, preferendo che ci si focalizzasse sui prodotti e progetti dell’azienda che dirige.

“Allo stesso tempo, credo profondamente nelle parole di Martin Luther King, che disse: “La domanda più persistente e importante della vita è ‘Cosa stai facendo per gli altri?“. Spesso mi faccio questa domanda, e sono giunto alla conclusione che il mio desiderio di privacy mi ha trattenuto dal realizzare qualcosa di più importante. Tutto ciò mi ha portato a fare quello che sto facendo oggi.

Per anni, sono stato aperto con molte persone riguardo il mio orientamento sessuale. Molti colleghi in Apple sanno che sono gay, e non sembra che ciò faccia differenza per il modo in cui mi trattano. Ovviamente, ho avuto la grande fortuna di lavorare in un’azienda che ama la creatività e l’innovazione e sa che queste cose possono svilupparsi solo sfruttando le differenze individuali. Non tutti sono così fortunati.

Nonostante non abbia mai negato la mia sessualità, allo stesso tempo non l’ho mai riconosciuta in pubblico, fino ad oggi. Per questo, fatemi essere chiaro: sono orgoglioso di essere gay, e penso che essere gay sia tra i più grandi doni che Dio mi ha fatto”.

Nel resto della lettera Cook sottolinea quanto sia cambiata nel corso del tempo la società americana, ed afferma che nonostante non si possa definire un “attivista”, ha deciso di pronunciarsi ufficialmente sulla sua sessualità sperando che ciò possa aiutare tutti coloro che hanno difficoltà ad accettarsi, per portare conforto o essere da motivazione per chi lotta ogni giorno per l’uguaglianza dei diritti per le coppie dello stesso sesso, tra cui il matrimonio egualitario.

Ogni giorno tutti insieme pavimentiamo il soleggiato percorso verso la giustizia sociale, mattone dopo mattone. Questo di oggi è il mio mattone“; con queste parole Cook conclude la sua lettera.