Safari 4.0 preview: piccole novità interessanti.

di Emanuele L. Cavassa 9

Come Snow Leopard non porterà le 300+ novità di Leopard nei nostri Mac, ma qualche piccola utile novità e tanta tanta tanta tanta ottimizzazione del codice per sfruttare al massimo la potenza di calcolo dei nostri computer, così il Safari 4 che sarà incluso non avrà grandi novità (ragazzi, è un browser… cos’altro dovrebbe fare?), ma un motore sempre più veloce sotto la sua carrozzeria.


Da oggi è disponibile al download la versione di prova, non è ancora una beta pubblica, ma è riservata agli sviluppatori e a quanti vogliono provare il brivido di installare un software in fase di sviluppo.
Per accedere al download, basta fare l’iscrizione gratuita come Developer sul sito Apple: ADC Connection


L’interfaccia di Safari è rimasta identica, per fortuna: una tal pulizia non si trova in nessun altro browser, e oltre all’eleganza (anche l’occhio vuole la sua parte) c’è da dire che la distrazione verso il contenuto è ridotta a zero, rispetto alle interfacce eye-candy plasticose e colorate degli altri browser.


A cambiare sono piccole cose, che però migliorano l’uso e la sicurezza. Infatti il motore sottostante Safari 4.0 è l’ultima release di Webkit, il prodotto opensource che consente il rendering delle pagine web, ma anche dell’aiuto in linea di Mac OS X Leopard e della Dashboard.
Profondamente integrato con il sistema operativo, tanto che l’installazione del browser richiede il riavvio della macchina, ogni miglioramento in performance e sicurezza é benvoluto.


Si è parlato dell’arrivo di un nuovo interprete javascript per il browser, Squirrelfish, e la sua presenza si sente parecchio anche nella Dashboard, in cui i widget sono una combinazione di html e javascript.


Al di là delle migliorie sotto il cofano, ci sono alcune funzionalità che possono migliorare anche l’uso di Safari.
Nelle preferenze di sistema, sotto il tab “Generali” è stata aggiunta la possibilità di applicare anche ai nuovi tab l’apertura della pagina impostata per le nuove finestre del browser.


Una nuova funzionalità è stata aggiunta tra le possibilità di salvataggio: Salva come Applicazione Web.
I siti così salvati si troveranno di default nella cartella “Safari Web Applications” in Applicazioni.
Rispetto agli altri metodi di salvataggio, questo crea un file con l’anteprima del sito salvato e la bussola di Safari nell’icona, la cui estensione è .app. Un’applicazione reale, con tanto di bundle interno con resources per poter essere trasportata ed eseguita su altri Mac.
In concomitanza con l’introduzione in Safari 3 di poter salvare un database in locale, per velocizzare l’esecuzione di query su dati che non vengono modificati spesso lato server, questa nuova feature consentirà di avere applicazioni web che potrebbero funzionare senza connessione ad internet.
Pensate a Google Docs, in locale. Scrivo i miei documenti sull’interfaccia web, li salvo in locale perché sono magari in treno e non ho la connessione, quando finalmente posso accedere al web si sincronizzano sul server.
Comodissimo.


Altre piccole modifiche sono state fatte sull’interfaccia dell’inspector per i siti, dedicato prettamente a webdesigner, webmaster e professionisti del codice per internet: i pannelli sono stati resi di ancor più facile lettura, migliorando l’accessibilità ai dati.


Un browser già maturo, usabile (l’articolo che state leggendo è scritto su Safari 4.0), uniche pecche al momento sono l’inconsistenza linguistica (la beta è in inglese, ma alcune scritte sono rimaste in italiano, probabilmente dalla versione 3.1.1 precedente) e il fatto che viene sostituita in toto la versione di webkit su cui si poggiano altre componenti di sistema, quindi se ci fosse qualche bug (per ora non scoperto, comunque) si propagherebbe anche al resto, come la Dashboard.