Bob Mansfield, niente di strano dietro il cambio di ruolo

di Andrea "C. Miller" Nepori 1

06159670-photo-bob-mansfield-appleLa scomparsa del profilo di Bob Mansfield dalla pagina della “leadership” sul sito Apple, ieri, ha destato qualche preoccupazione. Si è pensato potesse essere il segno di un’imminente addio di Mansfield all’azienda, dopo la decisione, presa lo scorso anno, di non andare in pensione e di rimanere a Cupertino ancora per due anni. Apple ha spiegato ufficialmente che non era questo il caso e due pesi massimi del Mac Web quali John Gruber e Om Malik hanno confermato tramite fonti proprie la versione ufficiale.

I chiarimenti diffusi dal portavoce Apple Steve Dowling, che parlavano di una semplice revisione del ruolo del Senior Vice President, avevano scatenato una ridda di ipotesi negative.
“Rimarrà in azienda per lavorare a progetti speciali”, diceva il commento con una forma che poteva far pensare ad un eufemismo per celare verità meno piacevoli.

John Gruber, le cui fonti a Cupertino sono di prima qualità (leggi: un suo intervento vale quasi come un comunicato ufficiale), sostiene che in questo caso il commento ufficiale non aveva significati nascosti. Bob Mansfield rimarrà davvero alla Apple e lavorerà davvero a progetti speciali. Significa, in altre parole, che Mansfield sta curando in prima persona la creazioni di nuovi prodotti.

E’una versione, questa, in totale sintonia con quanto abbiamo sentito nei giorni scorsi riguardo al progetto super segreto per lo sviluppo dell’iWatch: c’è Mansfield al comando del team di ingegneri che lavora sul nuovo prodotto.

La sua rimozione dalla pagina della leadership significa solamente una cosa: indipendentemente dal ruolo che conserva (Senior Vice President oppure altro) Bob non si occupa più delle operazioni quotidiane che rientrano nei compiti di uno dei “leader” presenti in quella pagina. Non perché vuole andarsene ma perché lavora solo ed esclusivamente ai nuovi prodotti, senza altre preoccupazioni.

Quel che viene fuori dalle indicazioni di Gruber e di Om Malik, che in un’intervista a Bloomberg più o meno reitera quanto già affermato dal collega, è che Bob Mansfield alla Apple è talmente importante che Cook gli ha concesso di fare quello che vuole, nel ruolo che vuole, pur di non farlo andare in pensione anticipatamente. Quello che Bob vuole, con ogni probabilità, è non doversi preoccupare delle questioni da SVP per dedicarsi totalmente allo sviluppo dei nuovi prodotti.

Mansfield aveva annunciato il suo pensionamento nell’estate del 2012. Pochi mesi più tardi, poco prima dell’addio di Forstall, arrivò il contrordine: Bob sarebbe rimasto per altri due anni. A convincerlo sarebbero stati sia un sontuoso stipendio, sia l’imminente revisione della struttura aziendale e l’allontanamento di Scott Forstall, con il quale più nessuno, compreso Mansfield, riusciva a stabilire un rapporto sereno e proficuo per l’azienda.