Apple e Unisys per sfondare nell’industria e nel governo USA

di Luca Iannario 1

In base a quanto riportato in un articolo di Bloomberg, Apple sta cerando di estendere il proprio mercato nel settore industriale e presso le agenzie governative degli Stati Uniti.

Per raggiungere lo scopo Steve Jobs ha incaricato Unisys Corp., azienda che fornirà la manutenzione ed altri servizi a tutte le aziende e gli organi amministrativi che decideranno di acquistare i prodotti dell’azienda di Cupertino.

Secondo quanto affermato in un’intervista da Gene Zapfel, collaboratore di Unisys, Apple ha firmato un accordo (il primo di questo genere) durante il mese di ottobre e del quale non si conoscono, al momento, ulteriori dettagli.

Se nel mercato consumer Apple sta spopolando soprattutto con iPhone, iPad e i suoi Mac non si può di certo dire la stessa cosa in ambito aziendale e/o governativo. Come conferma lo stesso Zapfel, infatti, “La maggior parte di queste organizzazioni utilizza ancora i PC in maniera pesante. Apple vuole rompere questa tendenza e i clienti iniziano a comprare molto di più”.

Citando i dati pubblicati da Apple la scorsa settimana, iPhone è in fase di sviluppo o testing presso l’80% delle aziende appartenenti a Fortune 500 (una lista annuale compilata e pubblicata dalla rivista Fortune che classifica le 500 maggiori imprese societarie statunitensi misurate sulla base del loro fatturato) mentre iPad è presente nel 65% delle aziende citate in Fortune 100.

Il compito di Unisys sarà quello di assistere i committenti nell’integrazione dei prodotti Apple con i sistemi legacy. Secondo quanto affermato da Brian Marshall, analista per Gleacher & Co., “Apple riuscirà ad attrarre verso Mac molti clienti nel mondo dell’impresa grazie ad iPhone”, riferendosi al modo in cui iPod è stato d’aiuto per attrarre molti clienti verso i sistemi Macintosh.

Parte dell’accordo con Apple prevede lo sviluppo, da parte di Unisys, di applicazioni iPhone per le agenzie governative; a questo proposito è stato fondamentale trovare un modo per rendere sicure le informazioni contenute all’interno dello smartphone. Come sostiene Zapfel, infatti, “Abbiamo introdotto molta ingegneria, per rendere sicuro il dispositivo, che, francamente, nessun altro ha già pensato”.

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