Apple vince: Psystar ha violato il copyright di Mac OS X

di Andrea "C. Miller" Nepori 29

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Lo scorso venerdì 13 novembre il giudice William Alsup, in nome del Tribunale della California del Nord, ha deciso di accettare la richiesta di Summary Judgment depositata un mese fa da Apple e di respingere la medesima richiesta contestualmente depositata da Psystar. In soldoni significa, come spiega Groklaw, che Psystar è fritta. In sostanza la decisione del giudice agisce sul nucleo del procedimento: Psystar, nel produrre e commercializzare i propri PC cloni, ha infranto le leggi sul copyright e il DMCA (Digital Millennium Copyright Act).

Rimangono ancora aperte alcune parti del caso, relative a infrazioni minori denunciate da Apple per le quali probabilmente si andrà comunque a processo (a meno che Psystar non decida di patteggiare su quei fronti). Si può però già dire che Apple ha vinto la causa per il semplice fatto che la base su cui Psystar aveva basato la propria difesa è crollata del tutto. Apple non ha abusato della propria posizione e Psystar non aveva il diritto di vendere cloni.

Nell’ordinamento giudiziario statunitense il Summary Judgement consente di richiedere un giudizio anticipato che possa accorciare i tempi del procedimento ed evitare che si vada a processo se la Corte, preso atto di quanto dibattuto fino a quel momento e su mozione di una o di entrambe le parti, ritiene di poter già sentenziare. E’ quello che è avvenuto in questo caso. Il giudice Alsup, senza aspettare il processo del gennaio 2010, ha ritenuto che vi fosse la possibilità di giudicare in merito, dando di fatto ragione ad Apple sulla questione nodale del dibattimento e dando torto a Psystar, bollando come infondata la controdenuncia del produttore di cloni che seguì alla citazione originaria depositata da Apple.

E’ stato inoltre appurato che (diversamente da quanto si era capito finora) Psystar non ha utilizzato una copia originale di Mac OS X  per ogni clone prodotto. Secondo quanto si legge nel documento della corte il produttore di cloni avrebbe utilizzato copie di Mac OS X duplicate illegalmente da un disco originale. Esatto, Psystar non solo produce cloni, ma per di più le copie di OS X che ci installa sopra sono pure “taroccate”. Alla luce di questi fatti stupisce che questo caso sia riuscito a trascinarsi fino ad oggi. Francamente è difficile scorgere quella minaccia al sistema Apple che in molti durante quest’ultimo anno e mezzo hanno voluto vedere in questo banale caso di infrazione del copyright.

Tutte le questioni sull’Open Source (cui Psystar ha tentato a più riprese di appellarsi con estrema meschinità, auto-eleggendosi come paladina di una comunità – quella Hackintosh- alla quale ha solo rubato a piene mani) non sono in discussione in questo caso. Qui si parla di un’azienda che si impossessa del lavoro e di un prodotto commerciale di un’altra azienda per trarne un ricavo. Punto.

L’unica flebile speranza per Psystar rimane l’appello, ultima risorsa cui delle persone sane di mente, a questo punto, non tenterebbero mai di aggrapparsi. Ma è pur sempre dei fratelli Pedraza che stiamo parlando. C’è anche un altro caso in Florida su cui bisognerà decidere. Psystar aveva denunciato Apple anche in quello stato per le medesime ragioni rigettate dal giudice Alsup (abuso del copyright) ma in relazione a Snow Leopard. Praticamente impossibile che i giudici della costa Est non tengano conto del fatto che Psystar ha appena perso una causa identica in California.

Il 14 dicembre prossimo ci sarà comunque una nuova udienza in cui si discuterà delle altre accuse mosse da Apple, relative ad infringements minori. Il grosso è fatto e la querelle Psystar si avvia verso la fine che, francamente, in tanti si aspettavano.