Apple assume Jay Blahnik, guru di Nike FuelBand

di Giordano Rodda 2

Tim Cook l’aveva detto (rischiando grosso): un prodotto come Google Glass è destinato a non funzionare, a differenza di FuelBand, il gadget da polso di Nike che misura l’attività fisica seguendo la nuova corrente della gamification (Fitocracy, anyone?). Se è possibile convincere qualcuno a indossare un bracciale con sensori di movimento, è molto più arduo riuscirci con un paio d’occhiali. E tanto per dimostrare che non scherzava, il CEO di Apple ha appena assunto Jay Blahnik, una delle persone dietro al successo di FuelBand.

Cook

Blahnik è un consulente di fitness di tutto rispetto, scelto dalla rivista Shape come uno dei migliori cinque istruttori al mondo e da Men’s Health come ideatore di un programma di allenamento da top ten. Ha prestato le sue competenze a parecchie società della classifica Fortune 500: tra queste Microsoft, Gatorade, Starbucks e, appunto, Nike e Apple (c’è la sua consulenza anche dietro le varie app Nike+).

Gli indizi puntano tutti in una sola direzione: a meno che Cook, noto appassionato di fitness, non si sia deciso a implementare un programma di torsioni irochesi per i dipendenti di Infinite Loop, Blahnik lavorerà ai nuovi prodotti wearable che a quanto sembra Apple ha in cantiere. Primo fra tutti, ovviamente, l’iWatch. Né si tratta di un fulmine a ciel sereno: è dal mese scorso che Cupertino sta assumendo ingegneri, scienziati e dirigenti da società che operano nel settore dei sensori multipli, come AccuVein, C8 MediSensors (interessata soprattutto alla rilevazione del livello di glucosio del sangue con metodi non invasivi) e Senseonics. Di sicuro il nuovo device di Apple non si limiterà a essere un semplice orologio. Qualcuno era davvero convinto del contrario?