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Il messaggio di benvenuto per i nuovi dipendenti Apple

La cosa bella di Instagram, acquisizione da parte di Facebook con valore iper-pompato e stratosferico a parte, è che l’app di condivisione fotografica è usata ormai più di 50 milioni di persone. Fra quei 50 milioni di individui c’è anche un dipendente Apple che va sotto il nickname di “m” e che ha postato la foto che vedete qui sotto.
“Ciò che ti accoglie il tuo primo giorno alla Apple,” scrive m nella descrizione della foto. “L’ho tenuto attaccato nel mio armadietto per due anni. Parole d’ispirazione per la vita”.

Per chi non masticasse l’inglese, di seguito trovate una traduzione.

La traduzione del messaggio:

“C’è il lavoro e c’è il lavoro della tua vita.
Il tipo di lavoro che ha le tue impronte digitali su ogni suo aspetto. Il tipo di lavoro per cui non scendi mai a compromessi. Per cui sacrificheresti un weekend. Puoi svolgere quel tipo di lavoro alla Apple. La gente non viene qui per fare il suo compitino. Viene qui per nuotare dove l’acqua è più profonda.
Vuole che il proprio lavoro contribuisca a qualcosa.
Qualcosa di grande. Qualcosa che non potrebbe succedere altrove.

Benvenuto alla Apple.”

Come sempre di fronte a questo tipo di messaggi, sono combattuto. C’è da una parte l’ispirazione, lo spirito di “invasamento” positivo che permea ogni cosa che Apple fa e che permette all’azienda di creare i prodotti che crea. Dall’altra, c’è invece l’idea che la produttività si debba sempre e comunque tradurre in una dedizione totalizzante che metta il proprio lavoro al di sopra di ogni altro aspetto della propria vita.

Parole ispiratrici, dunque, o “opprimente” promessa di un impegno professionale che ti coinvolgerà talmente tanto da mettere in discussione l’agognato equilibrio work/life che l’etica del lavoro europea santifica e, al contrario, quella americana considera spesso in maniera velatamente negativa?
Voi che ne pensate?