
Una delle funzionalità non previste dal nuovo iPhone 5 (e sulla quale Samsung punta molto nella sua campagna pubblicitaria) è il supporto a NFC (Near Field Communication). Come saprete, questa tecnologia permette la comunicazione wireless a corto (cortissimo) raggio tra dispositivi compatibili per permettere lo scambio di dati. Tuttavia, in seguito all’approvazione di un nuovo brevetto Apple, possiamo intuire il motivo per cui (forse) NFC non è presente sul nuovo smartphone.
In base ai documenti pubblicati dallo USPTO, è stato approvato un nuovo brevetto a favore dell’azienda di Cupertino intitolato “Apple Invents New Peer-to-Peer Sharing Technology that Utilizes Unique Magnetic Compass and Supersonic Tone Methodologies” (“Apple inventa una nuova tecnologia peer-to-peer per la condivisione che utilizza la bussola magnetica e metodologie basate su toni supersonici”). Tale documento descrive il funzionamento di una nuova tecnologia (concettualmente molto simile all’NFC) che permette di scoprire dispositivi presenti in rete attraverso l’utilizzo della bussola magnetica presente in un dispositivo elettronico.
Basandosi sempre sulla prossimità, quando due dispositivi sono fisicamente vicini, il campo magnetico generato dall’uno viene intercettato dall’altro, innescando un meccanismo di network discovery per abilitare la comunicazione wireless tra i due dispositivi, previa verifica dell’autenticità della “firma” magnetica della sorgente.
Tale verifica può basarsi, ad esempio, su tecniche di pattern-matching, in base alle quali l’autenticità del campo magnetico viene ritenuto valido se confrontato con successo con altri campi misurati precedentemente in laboratorio. In caso di successo, viene instaurata una rete WiFi o Bluetooth per permettere lo scambio di dati tra i dispositivi in prossimità. Data l’enorme somiglianza del meccanismo presentato da Apple rispetto all’NFC, non ci stupiremmo affatto se nel prossimo smartphone, l’azienda di Cupertino dovesse presentarlo come concorrente della tecnologia man mano sempre più utilizzata per la comunicazione a corto raggio. Un po’ come è avvenuto tra USB 3.0 e Thunderbolt.
La paternità del brevetto, depositato inizialmente a fine 2009, è attribuita a Patrick Piemonte, Ronald Huang e Parin Patel.
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