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I brevetti “meno noti” di Steve Jobs (Prima parte)

Il sito Technologizer ha stilato un piccolo elenco di brevetti che riportano, tra gli altri, il nome di Steve Jobs come inventore. Ovviamente, il nome di Jobs, compare nella maggior parte dei brevetti depositati da Apple e soprattutto tra i brevetti che tutelano i prodotti più famosi di Cupertino (qualcuno ha detto iPhone, iPod o le varie incarnazioni dei Mac?), ma questi dieci brevetti, nello specifico, riguardano tutti prodotti particolari o, comunque, meno famosi dei “soliti noti”.

Dopo il salto, i primi cinque (strani) brevetti firmati da Jobs.

1. Alimentatori che passione

La cura di Apple per i dettagli è probabilmente uno degli aspetti più importanti per chi apprezza il lavoro svolto in quel di Cupertino; proprio Jobs, considerato il suo carattere e le sue ossessioni, è colui che più di chiunque altro può aver influenzato l’azienda da questo punto di vista. Gli alimentatori dei Mac ne sono un ottimo esempio: compatti e con delle alette laterali per raccogliere i cavi, sono un piccolo fiore all’occhiello dei computer made in Cupertino.

2. “No ti prego, quei bottoni no!”

Una delle manie che vanno annoverate nel profilo di Jobs, riguarda i bottoni: ne aveva già parlato Nick Wingfield del Wall Street Journal in un articolo poco dopo il lancio di iPhone, ma l’idea ci aveva già stuzzicato un po’ tutti. In parte sarà colpa del dolcevita nero (casualmente senza bottoni), e in parte dei soli sei tasti dell’Apple Remote, ma sembra proprio che Jobs non tolleri troppi pulsanti sui propri prodotti.

3. iMac a collo lungo

Gli iMac G4 (più amichevolmente soprannominati “lampadoni”) hanno segnato un’era nel settore dei desktop computer; successivamente, l’arrivo dei nuovi iMac (forse meno incisivi dal punto di vista del design) ha invece seppellito l’idea di un computer “a collo lungo”, con tutto l’hardware separato dal monitor. Il brevetto in questione riporta l’idea base dell’iMac G4, con un braccio che collega il case al monitor, successivamente migliorato (dal punto di vista estetico) prima della commercializzazione.

4. Lo strano caso dell’iCoso

Uno dei brevetti di più difficile intepretazione è questo, relativo ad un device simile all’ iPod senza ghiera cliccabile e equipaggiato, invece, con una sorta di touchstrip. Nessun prodotto Apple, al momento, sembra somigliarli. Tracce di futuro o di un prodotto che non uscirà mai?

5. Scatole: e brevettiamo pure queste!

Lo ammetto, il brevetto delle scatoline dell’iPod mi mancava. D’accordo che l’occhio vuole la sua parte e che, soprattutto, un buon prodotto deve presentarsi bene, ma mica c’è bisogno di brevettare anche le scatole! Oppure sì?

Le altre 5 posizioni, ve le sveliamo nella seconda parte.