iPhone 2.0 e Umts: l’SDK e le applicazioni di terze parti

di Emanuele L. Cavassa 1

Ieri, durante il Keynote, quasi un’ora è stata dedicata alla presentazione del Software Developement Kit per iPhone ed alle applicazioni create dagli sviluppatori di terze parti che si sono imbarcati nell’avventura dello sviluppo di programmi per i device mobili di Apple.


Tutta questa attenzione allo sviluppo di applicazioni dedicate alla paiattaforma mobile è comprensibile, sia in termini di lancio pubblicitario per la nuova versione del software di iPhone, sia in termini dell’uscita di iPhone 3G finalmente in molte più nazioni del mondo.
In fondo, la WWDC è l’evento dedicato agli sviluppatori e sul loro target sono pensate le presentazioni, anche il Keynote.


Però ci saremmo aspettati due parole in più su OS X 10.6 Snow Leopard, annunciato semplicemente confermandone i rumors in merito al nome, ma inserito in una sessione apposita dopo la pausa pranzo a Keynote ultimato.
Invece MobileMe e le applicazioni per iPhone hanno fatto da padroni sul palco del Moscone Center.
Vediamo come.


SDK.
La presentazione dell’SDK è stata caratterizzata dalla creazione di un’applicazione che acceda ai contatti della rubrica, per visualizzare i contatti più vicini nell’arco di 10 miglia sfruttando la teconologia Core Location, che individua la posizione grazie ad Assisted GPS, wifi e rete cellulare.
Durante questa demo sono state mostrate feature dell’ambiente di sviluppo ancora non presenti nell’ultima beta di SDK.
Infatti, qualche ora dopo la fine della presentazione, una nuova beta 7 è stata resa disponibile al download dal sito Apple per gli sviluppatori, l’iPhone Dev Center.
Svelata anche la tecnologia proposta da Apple per evitare di far girare in background applicazioni sull’iPhone: Push notification service. Una connessione persistente tra i server di terze parti ed i server Apple e tra quest’ultimi e gli iPhone. Quando un’applicazione come un IM deve ricevere una notifica, ma è chiuso, la notifica viene rilasciata attraverso questa tecnica.
Ingegnosa, scalabile e ottima per bilanciare performace e stabilità con la possibilità di applicazioni sempre connesse.


Applicazioni.
Incredibilmente lunga è stata la carrellata di applicazioni dimostrate sul palco, tant’è che Ryan Block, il live blogger per Engadget, ad un certo punto ha postato nel suo resoconto: “Man, these demos are crazy boring“, queste demo sono terribilmente noiose e un po’ più avanti: “Someone, wake us when Steve’s back“, qualcuno ci svegli quando Steve è tornato.
Una carrellata interminabile di applicazioni per iPhone, magari un po’ noiosa per la stampa, che dopo aver visto la qualità impressionante dei giochi 3d e le potenzialità di applicazioni come quelle per il mobile blogging, non sono certo interessate ad ogni minimo aspetto di programmazione, ma importante per i developer presenti alla conferenza dedicata loro.


Le aziende sul palco sono state numerose e variegate, da colossi come Sega ed Ebay, a software house più piccole e sviluppatori indipendenti, come Mark Terry.


Partiamo da quest’ultimo. Ricordate iBand, il gruppo musicale formato dagli strumenti virtuali per iPhone ed iPod Touch jailbraked? Bene, lo sviluppatore delle applicazioni per suonare con i due device mobili le ha portate in maniera nativa su SDK per distribuirle via App Store.
Il suo lavoro deve aver impressionato talmente Apple da chiamarlo sul palco a dimostrare a tutti Band, la suite di strumenti virtuali per iPhone.


Ci sono stati poi una serie impressionante di videogiochi basati su OpenGL ES, la versione mobile, dalla qualità davvero impensabile sullo schermo di un cellulare, a rendere tutto quello visto fin’ora, a cominciare dai giochi java, ere geologiche indietro.
A controllare i movimenti, direttamente l’accelerometro di iPhone, rendendolo in alcuni casi il volante della macchina che si sta guidando.


Sega ha presentato Super Monkey Ball; Pangea Software due videogiochi, di cui uno completamente 3d; Digital Legends Entertainment un video gioco, creato in due settimane ed in fase di completamento, con una grafica incredibile ed ambientazione fantasy.


Ma oltre all’aspetto ludico non sono mancate le applicazioni utili e quelle educative: Associated Press, la più grande agenzia di stampa, ha presentato una sua applicazione con cui accedere a notizie localizzate, in base ai dati di Core Location, oltre che a poter inviare notizie quando ci si trova nel luogo di avvenimenti degni d’interesse. Il fruitore di contenuti che, come con YouTube e gli altri, diventa anche creatore e li scambia in un circuito d’informazione ufficiale.


TypePad, una entusiasmante applicazione per tutti i blogger che non vogliono perdere tempo ed ispirazione per i loro post: senza dover trovare un computer o scrivere via web con Safari Mobile, hanno un’interfaccia pensata per i device di Cupertino con cui scrivere post, caricare foto scattate della fotocamera o incluse nella libreria fotografica.


Un device come iPhone, che si porta sempre con sé, può essere dedicato anche all’istruzione ed alla salute: ecco da Modality e da MIMvista due applicazioni medicali, di cui la prima è un programma per imparare le parti del corpo, utile agli studenti di medicina.


E ci stiamo dimenticando lo sport? In America va molto il basket ed MBA.com ha presentato un’applicazione con cui seguire i risultati delle partite: non temete che arriverà sicuramente qualcosa dedicato allo sport nazionale.


Tutte queste applicazioni e molte altre saranno disponibili al lancio di App Store, che sbarcherà sugli iPhone con il rilascio del firmware 2.0, a inizio luglio, come lo stesso Steve ci ha detto.
Alcune applicazioni saranno gratuite, altre, come annunciato durante le stesse demo, a pagamento (e quasi tutte annunciate con un costo di 9,99$).
Fremiamo di poter mettere mano su delle applicazioni native per testarne qualità e differenze in usabilità, velocità e stabilità rispetto a quelle funzionanti con il jailbreaking.