iPhone: NetShare e I Am Rich fuori dall’App Store.

di Emanuele L. Cavassa 10

Ma NullRiver, produttrice di NetShare, l’applicazione per il tethering dell’iPhone via Wifi, sta lavorando a contatto con Apple per riportare il programma sull’App Store.
Ad esserne invece escluso, anche se non si sa per decisione di Apple o del suo autore stesso, è I Am Rich, l’applicazione più costosa ed inutile esistente per iPhone e per qualunque altro sistema operativo.


I Am Rich, infatti, non fa nulla a parte visualizzare l’immagine di una gemma rossa sullo schermo dell’iPhone, al modico costo di 999,99$, ovvero il costo massimo permesso ad un’applicazione sull’App Store da Apple.
A detta del suo autore, Armin Heinrich, l’unico scopo del programma è ricordarti di poterti permettere una cosa del genere.
Sostanzialmente, l’unica utilità delle gemme.

Il miglior amico delle donne? Peccato (o meno male) che sia stato rimosso dall’App Store: non potrete più dimostrare il vostro amore per la fidanzata con il dono di una gemma virtuale.

Passando invece ai programmi seri, NullRiver dovrebbe presto riuscire a riportare NetShare sul negozio Apple. Infatti l’applicazione che consentiva di condividere la connessione dati dell’iPhone ad altri computer via Wifi era apparsa su App Store per qualche giorno, poi rimossa da Apple senza alcuna spiegazione, quindi ri-pubblicata per alcune ore venerdì 1 luglio e quindi ulteriormente rimossa, sempre senza che Apple comunicasse alcunché alla società produttrice.

In un post di qualche giorno fa, però, NullRiver ha fatto sapere di essere al lavoro a stretto contatto con i tecnici Apple per far in modo che l’applicazione possa tornare ad essere pubblicata.
Anche la mancanza di comunicazione da parte di Apple sembra essere stata un disguido tra le due aziende ed i relativi sistemi di posta elettronica.

Ora ci sarà da vedere quali saranno le limitazioni imposte all’applicazione: in alcuni paesi, infatti, le compagnie telefoniche non gradiscono il tethering su iPhone, avendo creato tariffe dati apposite senza limiti di byte.
Altri gestori invece non dovrebbero aver problemi a consentirlo, come Vodafone e Tim che in Italia danno i loro miseri 600 e 1000 Mb al mese, rispettivamente.

Potrebbe essere una limitazione geografica, una limitazione di tempo, o chissà cosa. Da alcuni giorni non vengono pubblicati altri post sul blog di NullRiver, e nulla viene specificato in merito alle modifiche a cui sta lavorando a contatto con Apple.
Sicuramente il legame con i Carrier telefonici è stato preponderante nelle problematiche avute da NetShare, e mostra ancora una volta il limite di certi accordi tra Apple e le major, musicali, del cinema o telefoniche che siano. Forniscono servizi importanti, certo, ma di contro essendo aziende che devono avere un fatturato Apple si ritrova stretta nella morsa tra gli utenti che vorrebbero certe funzionalità e le major che vorrebbero avere il maggior profitto possibile.

Negli anni gli esempi di questo problema si sono succeduti ed accumulati: i Drm sui brani nell’iTunes Store, l’impossibilità di scaricare musica dall’iPod al computer, i collegamenti video tra iPod e tv passati sul connettore Dock dalla presa cuffie per evitare la copia analogica dei contenuti acquistati, l’impossibilità di impostare come suoneria la musica sull’iPhone, il tethering, forse anche lo scambio bluetooth è inibito per colpa delle major musicali.

Accordi che ci consentono di avere album in digitale a prezzi davvero bassi senza dover scaricare illegalmente, ma che limitano di molto le scelte sul lato delle funzionalità dei prodotti hardware da parte di Apple.