iPhone Application Graveyard: Apple è così cattiva?

di Emanuele L. Cavassa 1

Abbiamo parlato tutti delle problematiche dovute al controllo di Apple su quali applicazioni possono o non possono essere inserite nell’App Store per iPhone ed iPod Touch.

La possibilità di Apple di poter scegliere a suo piacimento quali applicazioni devono essere messe in vendita è stata vista da molti come una limitazione delle libertà personali dell’utente, in quanto nessuno sa quale sia la discrezionalità di Cupertino nella scelta.

Limitare le applicazioni “concorrenti”, “scomode”, ecc.. sono tutte le accuse poste ad Apple per questa scelta.
C’è però un sito interessante a questo riguardo: iPhone Application Graveyard, che elenca tutte le applicazioni per iPhone a cui è stato negato l’accesso all’App Store.

Sono 13. Quante sono le applicazioni presenti su App Store? Migliaia. Perché certe applicazioni sono state rifiutate o rimosse? 

Leggiamo le schede sul sito: richieste da parte di società detentrici di diritti su specifiche applicazioni di cui quelle rimosse erano cloni (Tris, di cui avevamo potuto godere via Installer sugli iPhone 2G); diffamazione o attacco di figure politiche (un’applicazione che mostrava una caricatura di Bush e un counter al giorno in cui avrebbe lasciato la Casa Bianca); duplicazione di funzioni delle applicazioni integrate (MailWrangler e Podcaster) e inutilità (la tristemente famosa I Am Rich).

Una di queste è stata reintrodotta con un nome nuovo: il nome precedente violava un copyright.

A ben vedere, quindi, la malefica Apple non è poi così malefica: le applicazioni rifiutate o rimosse sono un numero talmente esiguo da non poter neppure avere una rilevanza statistica e, come se non bastasse, le motivazioni per la rimozione non sono infondate.

L’unica magari non condivisibile è la “duplicazione di funzionalità già presenti“: crediamo che gli utenti possano essere sufficientemente intelligenti da riconoscere l’applicazione originale Apple da una di terze parti, decidendo autonomamente quale usare.
Se Safari Mobile può essere indispensabile ad Apple per i dati di marketshare della navigazione web, Mail no di certo.

Non è detto che la policy della  “duplicazione di funzionalità già presenti” non possa essere rivista, in futuro.

[Via | Autoritratto con Mele]