iPhone: Apple e AT&T puntano sul wireless? Un’analisi

di Andrea "C. Miller" Nepori 2

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La Commissione Federale statunitense per le Telecomunicazioni ha approvato nei giorni scorsi l’acquisizione di 12MHZ dello spettro delle frequenze wireless (banda dei 700MHz) da parte di AT&T. Come riportato da Macworld UK, lo spettro dei 700Mhz, che attualmente copre il 60% del territorio USA, permette di trasmettere a distanze maggiori, ed è il range di frequenze ottimale per la creazione di una vasta rete broadband wireless. La notizia da adito ad un’interessante ipotesi (o se volete potete chiamarla speculazione) riguardo il futuro dell’iPhone: se Apple avesse intenzione di sfruttare le nuove possibilità offerte dalla copertura wireless di AT&T, vorrebbe forse dire che non vedremo mai un iPhone UMTS? Se lo chiede anche DrMacenstein in un articolo pubblicato ieri: proviamo a capire se uno scenario di questo tipo potrebbe divenire reale.

Secondo Dr.Macenstein Apple potrebbe decidere di non commercializzare un iPhone 3G principalmente perchè dovrebbe rinunciare alla propria politica di segretezza. Un telefono UMTS deve attraversare un lungo processo di approvazione (settimane o mesi) da parte della Commissione Federale per le Telecomunicazioni prima di essere commercializzato e durante questo periodo è tecnicamente impossibile mantenere segrete le caratteristiche del dispositivo. La diffusione della notizia porterebbe ad un inevitabile calo degli acquisti dell’attuale versione di iPhone mentre l’adozione di un piano di connettività wireless grazie al supporto di AT&T consentirebbe ad Apple di accontentare tutti i clienti senza introdurre un gap tecnico fra gli acquirenti della prima e della seconda versione del melafonino.

Questa strategia potrebbe poi trasformare definitivamente l’iPod Touch in un dispositivo portatile completo per l’accesso ad internet grazie all’eventuale possibilità di sottoscrivere un abbonamento per l’accesso al wi-fi “ubiquo” di AT&T. Anche l’assenza di un chip UMTS all’interno del MacBook Air potrebbe trovare nell’ipotesi-wireles una spiegazione plausibile: Apple avrebbe volutamente omesso questo componente sapendo quali sarebbero stati i futuri sviluppi della propria partnership con AT&T .

Sorgono tuttavia dei dubbi sui possibili effetti di questa scelta sui mercati esteri che rendono piuttosto USA-centrica l’ipotesi dell’adozione di questa politica wireless da parte di Cupertino: in Giappone, ad esempio, le reti di telefonia non supportano la connettività EDGE e soltanto un’eventuale iPhone 3G potrebbe fare il proprio debutto nel paese del Sol Levante. In Italia una scelta di questo tipo escluderebbe direttamente Vodafone(che ha puntato largamente sulla connettività UMTS) dalle trattative e la scarsa presenza di una soddisfacente copertura wireless potrebbe in generale influire negativamente sulle vendite dello smartphone di Cupertino. Nel nostro paese il digital divide aggrava sensibilmente la prospettiva futura di una tale strategia, ma uno scenario simile a quello italiano potrebbe interessare anche molti altri paesi europei.

Personalmente ritengo che l’introduzione del MacBook Air testimoni ampiamente a favore di una svolta eterea di Apple, nell’ottica di una sorta di delocalizzazione dell’informazione. La possibilità di accedere ad internet ovunque, senza le limitazioni imposte da un modem 3G ma con la libertà (e soprattutto la banda) garantita da un servizio di connessione wireless si integra perfettamente con tutti quei servizi online che ormai consentono di lavorare completamente da remoto: suite di applicativi per ufficio come Google Apps, servizi di storage online e hard disk virtuali che grazie alla velocità delle attuali connessioni wireless consentono di accedere ai propri files ovunque ci si trovi, e così via. Una nuova rivoluzione che porta realmente internet fuori dalle case e lo rende ancora più sociale. Solo un utopia?