iPhone 3G in vendita sul sito di TIM

di Andrea "C. Miller" Nepori 16

A quasi due mesi di distanza dalla commercializzazione di iPhone 3G in Italia anche TIM ha messo in vendita il melafonino sul proprio store on-line. Sul sito di Vodafone iPhone poteva essere acquistato già  dal giorno del lancio nonostante la disponibilità fosse limitata e gli utenti fossero costretti a vere e proprie gare di velocità prima dell’esaurimento scorte. Nello shop di TIM iPhone 3G è disponibile nelle versioni 8GB e 16GB e in entrambi i casi si tratta del modello privo di contratto.

Il prezzo di vendita è esattamente lo stesso applicato dai centri TIM di tutta la penisola: 499€ per la versione da 8GB, 569€ per quella da 16GB. La spedizione è gratuita. Questa tardiva mossa da parte del carrier indica con ogni probabilità che la disponibilità di iPhone non è più un grosso problema e TIM può “concederci” gentilmente di acquistare con facilità anche il modello svincolato dall’abbonamento.

In teoria la versione “ricaricabile” di iPhone 3G sarebbe dovuta essere disponibile presso tutti i punti vendita dell’operatore, così come presso i centri Vodafone. Purtroppo sappiamo che la pratica è ben diversa: la maggior parte dei negozianti, adducendo come scusa la lunga attesa che sarebbe servita per ordinare un melafonino senza sottoscrivere un contratto, cercavano e cercano di smerciare gli iPhone con piano di abbonamento biennale grazie ai quali, evidentemente, incassano di più.

TAL si è già occupata di questo problema appoggiando l’iniziativa di SOS Tariffe che ha voluto denunciare questa scandalosa situazione alle autorità preposte. Non è da escludere che la scelta di TIM possa servire anche a porre fine silenziosamente e senza tanto clamore a questa pratica. Adesso, quando il negoziante vi vorrà vendere per forza un abbonamento in coordinato all’iPhone 3G potrete salutarlo con un sorriso e fargli sapere che il telefonino lo comprerete on-line. Forse la prospettiva di un mancato guadagno farà rinsavire il commerciante truffaldino più della minaccia di una denuncia per palese violazione del codice civile, che, come purtroppo sappiamo, in Italia non spaventa più nessuno.