Emoji e iPhone: giorni contati?

di Michele Baratelli 7

Secondo alcune indiscrezioni presenti nella rete, si può dire addio alla presenza legale degli Emoji negli iPhone al di fuori del Giappone: Apple, infatti, starebbe progettando un metodo per impedire l’abilitazione di questa funzionalità da parte di tutti i possessori di iPhone e iPod touch. Questa tipologia di carattere – immagine, standard in Giappone, può essere abilitata in diversi modi, sia su iPhone con Jailbreak applicato che su un melafonino ufficiale e intonso grazie ad alcune applicazioni presenti su App Store (ad esempio, Spell Number).

Apple, però, non desidera che gli Emoji siano presenti negli iPhone al di fuori del Giappone e sembra abbia addirittura richiesto agli sviluppatori di App Store di rimuoverne l’abilitazione dalle proprie creazioni. Stiamo assistendo ad un’altra puntata di “Apple, censore maximo“?

Ricordiamo che in Giappone Emoji letteralmente significa “carattere a immagine” e fa parte della cultura propria di quel popolo: Apple con questa mossa ha voluto provare ad avvicinarsi sempre più alla cultura locale “per poter piazzare quanti più iPhone possibili”. Questo particolare tipo di caratteri, che a noi occidentali sembrano delle icone piuttosto che dei caratteri veri e propri, sono stati inseriti a partire dal firmware 2.2 di iPhone, ma sono abilitati solo in Giappone per gli utenti della rete Softbank.

Secondo ciò che riporta ArsTechnica, Apple avrebbe richiesto agli sviluppatori di rimuovere quanto prima tale funzione “segreta” dalle proprie applicazioni e avrebbe dato il via anche alla modifica del suo software per non permettere più tale abilitazione da parte di terzi.

La buona notizia è che coloro che hanno già scaricato da App Store le applicazioni “con funzionalità clandestine” potranno andare avanti ad utilizzare gli Emoji finché Apple non cambierà qualcosa nel prossimo firmware di iPhone; è inoltre lecito credere che le simpatiche faccine potranno essere sempre utilizzate da coloro che possiedono un iPhone o un iPod touch con Jailbreak applicato.

Difficile capire questa mossa autoritaria da parte di Apple: oltre al solito discorso della censura, si ipotizza che questa decisione sia stata maturata nell’ottica secondo cui quelle applicazioni vanno a toccare funzioni “che non dovrebbero essere maneggiate“, violando così la legge imposta dalla iPhone SDK. A volte, però, le scelte di Apple sono davvero di difficile comprensione per noi “poveri utenti”.