
Una realtà che di fatto voleva essere segreta senza esserlo, una realtà che è stata quasi un vero tabù per il Mac Web, una realtà che era conosciuta da tantissimi iPhone users, ora ha finito di esistere. Stiamo parlando del settore della pirateria informatica dedicato alle App crackate per iPhone e più precisamente “la realtà” che ha chiuso i battenti è TheMonkey’sBall: “il sito dove tutto è iniziato“. Quella che vi raccontiamo è la storia di una chiusura forzata su richiesta di Apple. Sfruttando questo fatto di cronaca vorremmo, rubandovi pochi minuti, ragionare ad alta voce con voi sulla pirateria rivolta ad iPhone.
Il fatto è semplice da raccontare: il sito TheMonkey’sBall forniva a tutti gli iPhone user la possibilità di avere la stragrande maggioranza delle applicazioni a pagamento su App Store in maniera totalmente gratuita. Il tutto alla luce del sole da mesi. La risposta di Apple non è tardata molto dal giungere. Tramite una E-Mail, gli avvocati di Cupertino hanno fatto gentilmente presente al titolare del sito che ciò che stava facendo era altamente illegale e hanno richiesto l’immediato spegnimento del servizio, cosa che, puntualmente, è avvenuta. Naturalmente questa presa di posizione non ha fermato la pirateria delle App per iPhone e non la fermerà: Apple però ha preso pubblicamente coscienza della piaga.
I titolari di TheMonkey’sBall hanno reso pubblici i dati e le statistiche relative al proprio sito e “ai servizi” offerti: si ricava un incredibile successo per la pirateria. Non sono cifre spaventose se si ricordano gli ormai quasi 10 milioni di iPhone 3G sulla terra: non per questo però è giusto che Apple tenga gli occhi palesemente chiusi.
Non vogliamo essere dei bacchettoni, un MP3 lo abbiamo scaricato tutti. Vogliamo però capire cosa possa spingere il più ligio impiegato di banca a commettere quello che a tutti gli effetti è un reato.
Da una parte App Store offre una varietà, in continua espansione, di diverse tipologie di applicazioni: è quindi materialmente impossibile provarle tutte. Si pratica dunque una scelta che, per le applicazioni a pagamento, è molto attenta: nonostante questo, se ne vorrebbe sempre qualcuna in più e la via più facile è quella di ricorrere alle App crackate.
Oltre a questo, ciò che spinge gli utenti a scaricare piuttosto che acquistare una App per iPhone è il fatto di non poterla provare prima. Si insinua fortemente il dubbio di spendere in modo corretto i famosi “7.99 Euro”. A questo proposito, sarebbe interessante poter avere una prova gratuita delle App, anche solo per poche ore; oppure desidereremmo che più spesso fosse presente la versione “Lite” che già molti developpers offrono. Accade anche che qualcuno scarichi l’applicazione crackata solo per provarla e poi la acquisti regolarmente su App Store: fatto meno raro di quanto possa sembrare.
Le App crackate non fanno bene al sistema App Store perché sono tutti introiti che gli sviluppatori, soprattutto quelli indipendenti, possono reinvestire in nuovi progetti potendosi dedicare solo a questo se la propria applicazione ha davvero avuto successo. Se quindi si ama il proprio iPhone e si ama App Store (servizio che forse da solo ha decretato il successo di iPhone stesso) non scarichiamo le App crackate, ma acquistiamole. È un sicuro investimento per la nostra futura soddisfazione di utenti iPhone.