Tapbots mette i pirati alla berlina su Twitter

di Andrea "C. Miller" Nepori 3

tweetbotAffrontiamo la triste realtà: il Jailbreak dei dispositivi iOS è un pratica che molti (troppi) utenti, continuano ad effettuare principalmente per piratare applicazioni a pagamento.
E’ una pratica particolarmente odiosa perché “ruba”, spesso e volentieri, il lavoro di piccoli sviluppatori indipendenti.
Limitare l’uso dell’applicazione ai soliti dispositivi non jailbroken è una tattica possibile (vedi Sky Go) ma non applicabile alle app a pagamento e non esistono altri sistema realmente efficaci per bloccare il fenomeno. Si può però agire su un altro livello ed esporre al pubblico ludibrio il pirata, ad esempio sui social network. E’ quello che ha deciso di fare Tapbots, software house che sviluppa il noto client Twitter Tweetbot.

Esasperati dal numero di versioni pirata di Tweetbot attualmente in circolazione, alla Tapbots hanno pensato ad una controffensiva alquanto creativa. Il meccanismo è quanto di più semplice ci sia. Ogni copia pirata di Tweetbot inserisce automaticamente nel campo di testo del tweet da inviare il seguente messaggio:

“I’ve been demoing a pirated copy of @tweetbot and really like it so I’m going to buy a copy.”
“Sto provando una copia pirata di @tweetbot e mi piace molto, per questo ne comprerò una copia.”

Una rapida ricerca su Twitter mostra che sono parecchi i “pirati” che sono cascati nel trabocchetto e hanno premuto volontariamente il tasto “Send”.
Eh già, perché Tweetbot non pubblica in maniera automatica il messaggio precompilato ma è comunque l’utente che deve confermarne l’invio.
Avete capito bene: l’utente potrebbe tranquillamente cancellare il messaggio che lo incolpa prima di pubblicarne un’altro, evitando così di farsi “sgamare”.

Tweetbot messaggi

Incuriositi dal numero elevato dei messaggi anti-pirateria di Tweetbot comparsi nei giorni scorsi su Twitter quelli di Gizmodo.Uk hanno chiesto spiegazioni a Paul Haddad, CEO di Tapbots, e gli hanno domandato quale sia il motivo, secondo lui, per cui così tanti utenti hanno contribuito ad autosputtanarsi. La risposta è tanto sintetica quanto condivisibile: “Stupidità?”.

Eh si, non c’è altra spiegazione. Pensare che sia giusto piratare un’applicazione che costa 2,99$, lamentandosi magari del prezzo troppo alto, è solo e soltanto testimonianza di profonda stupidità.

Quella di Tapbots è un’iniziativa che di sicuro ha il dolce sapore della vendetta, ma non contribuisce, ahinoi, a risolvere il problema della pirateria di applicazioni come Tweetbot.

Chi volesse scaricare legalmente Tweetbot lo trova su App Store, a questo indirizzo.