App Week: Google Voice per iPhone

di Michele Baratelli 1

Sebbene fisicamente presente in App Store ma non scaricabile dalla filiale italiana del negozio di applicazioni per iPhone e iPod touch, la disponibilità di Google Voice per iPhone è sicuramente un evento da rimarcare. L’applicativo ufficiale per il servizio di telefonia e messaggistica alternativa “made in Google” è stato finalmente approvato durante la scorsa settimana dai perfidi censori di Cupertino garantendo così a tutti gli iPhoners americani la gratuità, o presunta tale come analizzeremo più avanti, della comunicazione mobile interna.

Forse superfluo, ma doveroso, ricordare che qui in Italia Google Voice è una realtà ancora attesa anche se qualcuno attraverso alcuni barbatrucchi riesce ad avere il servizio parzialmente funzionante sul proprio melafonino senza essere fisicamente sul suolo US.

Lasciando da parte questioni del tipo “Google sbircia già la mia posta elettronica, le telefonate alla fidanzata/amante lasciamole origliare da qualcun altro“, Google Voice rappresenta un’importante evoluzione di quel Voip che tanto ha reso famose, e tuttora rende famose, realtà come Skype. L’interesse verso una comunicazione telefonica gratuita è sempre altissimo soprattutto quando, come proprio nel caso di Google Voice, si ottiene un “Google number” che proprio come un comune ID ci accompagnerà per tutta la vita su computer fissi e dispositivi portatili.

La gratuità della comunicazione, a mio avviso, rimane una bella utopia. Certo, comunicare via Voip permette il risparmio del costo della telefonata ma una connessione ad internet è sempre necessaria. Forse qui in Italia siamo addirittura impreparati a servizi mobile di questo tipo proprio dal punto di vista infrastrutturale e tariffario. Mi vengono in mente le offerte per l’internet mobile dei due maggiori carriers italiani (TIM e Vodafone): il traffico dati lo trovo ancora molto limitato per una godibilità spensierata di un servizio Voip mobile senza dimenticare poi  la presenza un’infrastruttura di rete ancora da migliorare.

Ricordo inoltre che Google Voice attualmente permette agli utilizzatori di telefonare e messaggiare gratuitamente negli Stati Uniti e Canada mentre offre tariffe voce vantaggiose per l’estero (prezzi qui). Quale sarà l’evoluzione dei costi, in virtù di una futura apertura del servizio in altri paesi, è ancora tutto da scoprire.

Google Voice per iPhone arriverà presto in Europa e soprattutto in Italia? Sul “presto” personalmente nutro qualche dubbio e qui va rimarcato un altro fatto. Negli Stati Uniti la rete delle “telco mobile” non è sempre migliore dal punto di vista infrastrutturale rispetto alle nostre ma dal lato tariffario certamente si, almeno dal punto di vista degli operatori.

Le resistenze di AT&T circa l’arrivo di Google Voice per iPhone devono essere venute meno dopo tante pressioni anche in virtù del fatto che i telefoni cellulari negli USA sono venduti per la maggior parte attraverso contratti che prevedono un importo mensile fisso. Sotto un profilo prettamente economico, il possessore americano di un iPhone si ritrova già a pagare a forfait un tot di minuti di chiamate che possono essere consumate oppure no, garantendo così un gettito di denaro costante all’operatore telefonico (AT&T, nel caso specifico).

Vi immaginate un ipotetico scenario futuro in cui “mamma Telecom” si troverà a gestire milioni di SIM prepagate che effettuano solo traffico dati perché quello telefonico mobile viene incanalato in servizi come Google Voice?

La rubrica App Week, che da oggi sarà pubblicata ogni lunedì, prenderà in esame ogni settimana una o più App rappresentative che in positivo o in negativo hanno segnato la settimana appena trascorsa.