La guerra dei browser: un confronto

di Tiziano Dal Betto 19

 

Quello di oggi vuole essere un post un po’ trasversale: non vi parlerò come di consueto di Apple o Mac OS X o iPhone, e neppure parlerò male di Windows (il che è comunque una cosa rara).

Oggi voglio raccontarvi un po’ lo stato dell’arte dei browser. A tal fine partirò dall’assunto che ognuno di voi sappia che cosa sia un browser, altrimenti non sareste qui a leggere questo articolo, a eccezione di due casi: il primo è che un amico vi abbia stampato questa pagina, e in tal caso vi invito a chiedere a questa persona di spiegarvelo; il secondo è che stiate leggendo da un aggregatore di feed RSS, il che vi pone a un livello di conoscenza sufficientemente elevato da poter sapere cosa sia un browser.

Primo assioma: i browser non sono tutti uguali. Possono sembrarlo, ma non è così. Certo, tutti sono in grado di mostrarti le pagine che cerchi… o almeno ci provano. E allora qual è il problema? Il problema è che non tutte le pagine sono programmate bene. E a questo punto introduciamo il…

Secondo assioma: i linguaggi per il web seguono degli standard. O almeno dovrebbero. E’ per questo che alcune pagine non vengono visualizzate correttamente, a volte. Purtroppo un tempo questi standard non erano poi così rigidi e ogni software house, oltre a seguire un minimo le regole, introduceva comandi che funzionavano solo con il loro prodotto.

Purtroppo uno dei programmi che più ha introdotto comandi personalizzati è stato Internet Explorer, ma non sono qui a giudicare: Microsoft voleva che il suo linguaggio per il web fosse considerato lo standard per via della diffusione del browser, che veniva (e viene tuttora) venduto in allegato ad ogni copia di Windows (come, del resto, Safari è incluso in OS X).

Chi ci ha perso, sono stati i programmatori web, che impazziscono per riuscire a far funzionare correttamente i loro siti su tutti i browser.

Non sarebbe meglio che i programmatori seguissero le regole universalmente riconosciute? Questione di giochi di potere. Microsoft ha interesse nel fatto che alcuni siti siano programmati solo per funzionare con il loro software e così spinge in quella direzione invece di adeguarsi.

Come facciamo a sapere se un browser è fedele oppure no alle specifiche? Ci viene in aiuto il test Acid 3, liberamente utilizzabile, che effettua una serie di ben 100 diversi test in una pagina web e ci dice quanto il nostro browser è stato bravo a superarli.

Ho eseguito questo test per i lettori di The Apple Lounge su entrambe le piattaforme, Windows e Mac, in modo che possiate da soli giudicare quale sia il prodotto migliore. Per comodità, ho eseguito il test su una versione di Windows XP virtualizzata con Parallels Desktop per tutti i browser tranne Internet Explorer 8 beta, che ho utilizzato grazie ad un sistema Windows 7 in esecuzione sotto VMware Fusion.

Il risultato del test è il seguente:

  1. Opera 9.63, miglior compatibilità con un punteggio di 85/100
  2. Google Chrome 1.0.154.43 (solo ambiente Windows), che è basato su Webkit come Safari e ottiene 79 punti su 100
  3. Apple Safari 3.2.1 che ottiene 75 punti su 100
  4. Mozilla Firefox 3.0.5 che segue a brevissima distanza con un punteggio di 71/100
  5. Internet Explorer 8.0.7000.0 beta (in esecuzione sotto Windows 7 beta build 7000), che ha ottenuto 21 punti su 100
  6. Internet Explorer 7.0.5730.13 (solo ambiente Windows), fanalino di coda con un punteggio di 12/100

Un paio di considerazioni e una piacevole sorpresa. Colpisce il fatto che mentre le beta annunciate delle prossime versioni di Opera e Safari passeranno il test con il punteggio massimo, Internet Explorer sia rimasto così tanto indietro, staccato di 50 punti da Firefox. Un miglioramento del 75% tra la versione 7 e la versione 8 è comunque troppo, troppo poco.

La seconda considerazione è che l’ultimo arrivato, Google Chrome, ha già conquistato il secondo posto in classifica. Va bene che sfrutta il motore open source di Safari, comunque è un risultato positivo. E’ decisamente veloce e molto gradevole come grafica… non vedo l’ora che ne esca una versione per Mac per poterlo provare più assiduamente.

La terza considerazione è che sotto OS X Safari e Firefox hanno avuto bisogno di eseguire due volte il test per poter avere un punteggio uguale a quello che si ha sotto Windows, altrimenti inferiore di una unità. Non so a cosa sia dovuta questa differenza, ma è sicuramente un fatto curioso.

La sorpresa è stata quella del risultato ottenuto da Safari Mobile su iPhone. 74 punti su 100 sono solo un punto in meno della controparte per OS X del browser della Mela.

In definitiva, tra voi, cari lettori, ci saranno sicuramente sostenitori di uno o dell’altro browser, amici di Firefox, puristi della Mela che usano solo Safari anche sul computer dell’ufficio con Windows, fedeli di Google che da quando c’è Chrome non esiste più altro e sostenitori del nordico Opera. Ci sarà anche qualcuno che usa Explorer e solo a questi io mi sento di consigliare di cambiare il loro programma con uno più moderno e aderente agli standard. Gli altri sono tutti buoni.

 

[Title image courtesy of BradyBD]