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Nuovi MacBook Pro da 13″: ecco perché hanno ancora i Core 2 Duo

Un interessante articolo di ars technica cerca di analizzare i motivi per cui i nuovi MacBook Pro da 13″ non hanno ricevuto un upgrade dei processori come i fratelli maggiori da 15″ e 17″. La conclusione è che le ragioni sono più di una, a quanto pare tutte convincenti.

Le motivazioni principali riguardano i costi, le prestazioni grafiche e la durata della batteria. Innanzi tutto, bisogna considerare che nei nuovi processori Core iX Intel ha spostato il controller della memoria, il bus PCI Express e il chip grafico integrato in un DIE separato ma affiancato alla CPU. Il risultato è che questi processori necessitano di un ulteriore controller per gestire le funzioni del southbridge, come USB e FireWire e se si vogliono avere prestazioni grafiche di buon livello, bisogna affiancare una scheda grafica discreta.

Il che è esattamente ciò che è stato fatto nei MacBook Pro da 15″ e 17″, nei quali è stata montata una scheda grafica NVIDIA GeForce GT 330M affiancata ai processori Core i5 o Core i7 e il controller Intel HM55. Per inciso, si fa notare che la mancanza di USB 3.0 dipende proprio da questo chipset, che però tutti volevano.

I problemi sono sorti col “piccolo” MacBook Pro da 13″, nel quale gli utenti devono ritrovare buone prestazioni sia dalla CPU che dalla GPU, oltre ovviamente a una ottima autonomia. Certo, Apple avrebbe potuto optare per il Core i5, ma questo avrebbe fatto levitare sensibilmente il prezzo. Allora perché non indirizzarsi verso il processore citato più volte in numerosissimi rumor, il Core i3?

La risposta è semplice e altrettanto banale, lo spazio interno. Con il solo chip grafico integrato nel Core i3 o i5, le prestazioni sarebbero scese drasticamente, costringendo Apple a montare anche sul MacBook da 13″ una scheda grafica discreta. Ma, a parte il fatto che anche così il prezzo sarebbe cresciuto, semplicemente non c’è spazio dove metterla all’interno del case.

Effettivamente basta comparare queste due immagini (la prima raffigura la scheda madre di un MacBook Pro 13″, la seconda 15″ e 17″):

È evidente che di spazio disponibile per un’ulteriore scheda grafica, sic stantibus rebus, non ce ne sia. Si sarebbe potuto ricavare un po’ di spazio “rubandolo” alla batteria, ma questo avrebbe comportato un’autonomia inferiore.

Quindi, l’unico modo per non peggiorare le prestazioni grafiche e non compromettere l’autonomia è proprio quello adottato da Apple: montare la GeForce 320M attuale, che potenzia fino all’80% la potenza della GPU quando ce n’è effettivamente bisogno, ma garantisce un risparmio energetico del 40% se utilizzata per applicazioni che non richiedono un uso intenso della scheda, bilanciando così il maggior consumo del processore Core 2 Duo.

In breve, credo che il riepilogo di Steve Jobs sia quello corretto.

Cult of Mac, sempre a proposito dell’articolo di ars technica, lancia un sondaggio interessante: sareste disposti a rinunciare al SuperDrive per fare spazio? La domanda sorge da un commento all’articolo e non è per nulla campata in aria, a mio modo di vedere. In effetti, quante volte ormai abbiamo la reale necessità di utilizzare il masterizzatore?

Personalmente, possiedo il 13″ proprio perché ho anche il Mac fisso. Se avessi solo il portatile, probabilmente avrei un 15″, se non addirittura il 17″. Sempre personalmente, del masterizzatore me ne faccio veramente poco (in quello nuovo non so nemmeno se funziona!) e sarei disposto a rinunciarvi per avere maggiori prestazioni.

Mi rendo conto però che ci sono tipologie di utenti che difficilmente potrebbero farne a meno. Penso, ad esempio, agli studenti che cercano di spendere il meno possibile, ma che vogliono una macchina che sia quanto meno completa. Un SuperDrive esterno di serie, come quello del MacBook Air? Che ne pensate?

[Photo courtesy by iFixit]