OS X Leopard, OS X iPhone, spionaggio e scatole segrete

di Andrea "C. Miller" Nepori 11

Il Keynote del WWDC si avvicina sempre di più e nel Mac Web l’hype ha raggiunto proporzioni planetarie. Eventi come quello di lunedì prossimo non agiscono sui fan della mela solamente mandando metaforicamente in pappa il loro cervello con sapienti dosi di attesa e segretezza, ma spesso li trasformano in veri e propri detective pronti a scovare ogni capello fuori posto che possa indicare con qualche ora d’anticipo l’arrivo di un nuovo prodotto e ne possa svelare qualche ignoto particolare. Ecco dunque che direttamente da San Francisco arrivano le prime foto dei cartelloni appesi all’interno del Moscone Center (foto a inizio post), mentre poco lontano, a Fremont, si cerca di capire cosa contengano delle misteriose scatole e in Australia un pacco marchiato Apple scovato da MacTalk riporta la dicitura: “non aprire prima del 10 giugno”. Vediamo di fare un po’ d’ordine.

I cartelloni del WWDC. Gernot Poetsch ha postato su Flickr un set di immagini rubate all’interno del Moscone Center di San Francisco. Nulla di strano se non fosse che i cartelloni fotografati rivelano un particolare assai interessante: riportano le diciture OS X Leopard e OS X iPhone e non v’è più traccia della sigla Mac. Per quale motivo Apple ha deciso di rinominare ufficialmente i propri sistemi operativi?

La prima e forse unica ragione è che in questo modo la sinergia fra la piattaforma di sviluppo Leopard e la piattaforma di sviluppo iPhone è immediatamente identificabile, suggerendo un’idea di continuità e seamless integration fra i due sistemi. In più l’iPhone non è un Mac e molti utenti iPhone non posseggono un Mac. Questa novità si ricollega dunque al possibile rinnovamento di .Mac, che per le stesse ragioni diverrà Me.com o MobileMe.

Tuttavia c’è chi sostiene che le ragioni siano altre, come Nick Mediati di The Apple Blog che si diverte a speculare, per sua stessa ammissione senza alcun intento di apparire realistico, sul possibile ritorno dei cloni. Perché Apple non ha mosso un dito contro la Psystar? Perché si prepara a lanciare un sistema operativo universale, che non riporti più la dicitura Mac per evitare la diluizione del marchio. 10 e lode per lo sforzo di fantasia, 2 meno meno per il realismo dell’ipotesi.

Gli scatoloni di Quanta. La voglia di improvvisarsi detective del rumor in questo periodo assale anche giornalisti parecchio scafati. E’ il caso di Brian Caulfield, che a differenza del personaggio del romanzo di Salinger con cui condivide il cognome, non ha sognato di correre nei campi di grano ma si è realmente recato a Fremont in un centro di smistamento logistico della Quanta Computers, il produttore che ha spedito via nave in America i famosi 188 containers di “computer elettrici”.

Caulfield non ha scoperto nessun particolare che rivelasse la natura del contenuto di tali container, ma ha scovato solamente delle casse anonime che con tutta probabilità potrebbero nascondere il nuovo device in arrivo lunedì. Accatastate nello stesso piazzale il giornalista ha notato casse simili alle prime che però a differenza di esse contenevano esplicitamente degli iMac. Il coordinatore del deposito non ha commentato e nessuno, nemmeno un operaio, si è sbottonato sul possibile contenuto della spedizione.

La scatola misteriosa Australiana. Un nuovo rumor arriva anche dal paese dei canguri. Dall’altra parte del mondo una fonte definita “affidabile” ha fornito ai ragazzi di MacTalk una foto che mostra una scatola marchiata Apple sulla quale campeggia la scritta “Subject to terms of NDA. Do not open until Tuesday June 10th” (Soggetta ai termini dell’accordo di riservatezza. Non aprire fino a martedì 10 giugno)”.

La fonte sostiene che si tratti di materiale promozionale ed espositivo per il nuovo iPhone 3G, compreso magari un primo prototipo da mostrare ai clienti in attesa che arrivino gli stock veri e propri. Qualche dubbio sulla veridicità di questo rumor rimane. Primo perché mandare con questa facilità una singola scatola in giro per il mondo prima del lancio ufficiale trovo sia rischioso nell’ottica di segretezza ferrea a cui Apple ha improntato il lancio del nuovo device, secondo perché non riesco a capire come mai il timbro postale è coperto per metà dal foglio con le indicazioni (che tuttavia potrebbe non essere incollato sulla parte superiore della scatola). Voi che ne pensate?