Torniamo a parlare della vicenda Psystar. L’azienda di Miami che produce l’Open Mac, prontamente rinominato Open Computer, ha risposto ufficialmente con il video che vedete sopra agli interrogativi posti dalla blogosfera e dalla stampa internazionale sull’esistenza stessa della ditta. A fomentare i dubbi di acquirenti e organi di informazione, i repentini cambi dell’indirizzo dell’azienda e le risposte non certo esaustive degli addetti al supporto telefonico della ditta.
Intanto, un sondaggio. La Psystar non effettua ancora spedizioni internazionali, ma se potessi ordinarlo,
Rudy Pedraza, CEO di Psystar, era già stato intervistato nei giorni scorsi da Forbes e aveva dichiarato che il cambio di sede si era reso necessario per spostare l’attività in una struttura abbastanza grande da permettere la gestione dell’ingente numero di ordini effettuato dagli acquirenti in pochissimi giorni.
A rendere la vita di Psystar ancora più difficile è intervenuta la decisione del fornitore dei servizi di pagamento online PowerPay di bloccare l’account della ditta per l’eccessivo numero di transazioni effettuate in poche ore. PowerPay, però, racconta un’altra versione dei fatti e sostiene di aver bloccato l’account di Pedraza e soci quando è venuta a conoscenza del tipo di attività commerciale ad alto rischio di querela svolta da Psystar, che adesso gestisce gli acquisti tramite Paypal.
La vicenda non è dunque terminata. I clienti che hanno piazzato il proprio ordine circa una settimana fa hanno ricevuto l’addebito sulla propria carta di credito e a breve dovrebbero ricevere la visita dell’omino marrone di UPS. Nel frattempo la Psystar ha introdotto anche un nuovo modello denominato Open Pro per chi vuole infrangere l’EULA di Leopard in grande stile. Da Cupertino ancora nessun commento sulla vicenda.