P2P e Mac. Parte Quarta: la distribuzione per il p2p

di Michele Baratelli 10

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Dopo avervi presentato, la settimana scorsa, la distribuzione dei file nel mondo “professionale”, oggi vi descriveremo come vengono messi a disposizione i file nel mondo “amatoriale“: quello alla portata di tutti noi. Probabilmente certi meccanismi li conoscete già: siamo però sicuri che la nostra descrizione vi svelerà alcune situazioni interessanti che ancora non conoscevate.

Permetteteci, anche questa volta, solo una piccola precisazione prima di iniziare: tutto quello che leggerete nel presente articolo non contiene riferimenti a team o persone in particolare poiché questo “mondo” ambisce alla totale segretezza dei membri e del “lavoro” svolto. Pertanto nell’articolo ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale e frutto di fantasia.

Come avrete sicuramente appreso dalla puntata precedente, la maggior parte delle “news” presenti nella rete arrivano dalla realtà professionale: noi “comuni mortali” troviamo a nostra disposizione quello che passa le fitte maglie dell’esclusività e della segretezza. Coloro che ricevono le news da quella realtà si trovano in una sorta di terra di mezzo: per ottenere le news, a meno di una amicizia personale forte, devono dare qualcosa in cambio e stare sempre sul chi va là poiché perdere il contatto per un qualsiasi motivo significa perdere la disponibilità dei file. Quello che in genere viene usato come “merce di scambio” è un computer con FTP installato e connessione in fibra ottica: in questo modo l’uno ha una sorta di magazzino dove sistemare i file, l’altro ha a disposizione le news che altrimenti non troverebbe in così poco tempo. Si instaura poi un patto che salvaguarda entrambi: l’uno mette a disposizione i file su FTP in tempi brevi, l’altro aspetta a renderli pubblici almeno qualche ora.

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Capite dunque che tutte le news che escono dai canali professionali vengono fatte uscire intenzionalmente: se scaricate un film dovete sapere che è disponibile perché da qualche parte la barriera di sicurezza è venuta meno. Coloro che hanno questi “agganci altolocati” sono in genere persone che provengono dalla generazione dello scambio via Irc in canali segreti oppure dai server privati in WinMX: all’inizio degli anni 2000 questa realtà era molto fiorente e esistevano server in WinMX chiusi al pubblico con almeno 1000 utenti registrati. Quello che faceva gola di questi server e creava appunto l’esclusività era la possibilità di ottenere le news velocemente e prima di tutti gli altri posti. Tutto questo palesa che i gestori di tali comunità chiuse sapevano dove e come procurarsi tali news: si creava una forte competizione tra server per avere le news prima di un altro.

Nei canali o nei server sono presenti dei distributori: degli utenti, generalmente con connessione internet in fibra ottica, lasciando il computer acceso e sempre connesso ricevono le news per poi farle scaricare agli utenti della comunità. Capite benissimo che un trucco per avere le news, non avendo conoscenze altolocate, è quello di piazzare una persona fidata a fare da distributore per un’altra comunità: con piccoli accorgimenti è poi possibile recuperare le news via ftp da tale computer senza che i gestori dell’altro canale se ne accorgano. Qualche anno fa c’era una sorta di guerra; c’era sana competizione e rispetto reciproco.

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Col passare del tempo, alcune di queste comunità si sono sgretolate; altre sono rimaste ma sono diventate più elitarie: è richiesta una costante presenza in chat per poter accedere al download dei file, anche perché la realtà del p2p è cambiata. Infatti, per quanto riguarda il p2p italiano, da quando è comparso sulla scena Emule molte cose sono cambiate: la rete globale permette infatti una maggiore disponibilità dei file e l’upload automatico costringe tutti a dare banda a tutti. Il vero p2p insomma. Quando una news raggiunge la realtà di Emule capite che diventa disponibile a chiunque: da un anno circa le news arrivano velocemente su piattaforma Emule e sarebbe interessante capire come ci arrivino. Mio personale pensiero è che qualche utente che fa da distributore usi Emule mettendo in condivisione anche i file che dovrebbero rimanere nascosti; oppure c’è qualcuno che volontariamente fa uscire dalle strette maglie del mondo professionale le news in tempi davvero da record. Ovviamente queste sono solo supposizioni di colui che scrive, ma sinceramente non credo che ci possano essere altri metodi.

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Da queste righe avrete notato una sorta di nostalgia di quella che è stata la realtà p2p italiana fino a qualche anno fa: era possibile, oltre al download dei file, scambiare due chiacchere e creare una comunità che con l’avvento di Emule e la globalizzazione anche nel campo del p2p è venuta meno. Sono rimasti parecchi canali nella realtà  Irc, ma il clima è davvero mutato. Discorso a parte è il mondo dei torrent che in Italia non ha completamente attecchito: questo, come Emule, occuperà una puntata dedicata. Ciò che ci premeva portare a vostra conoscenza oggi è proprio come noi utenti normali abbiamo a disposizione un così grande assortimento di files pirata. Nella prossima puntata vi illustreremo le denominazioni dei file in modo da capire, a prima vista, la qualità di una news.

Resta inteso che tutto questo non è e non sarà un incitamento alla pirateria informatica in nessuna delle sue forme. Riteniamo però corretto, a scopo meramente informativo, rendere partecipi i nostri lettori a un mondo tanto particolare quanto illegale come quello del p2p nelle sue varie espressioni.