The Mojave Experiment: inizia la riabilitazione di Vista

di Andrea "C. Miller" Nepori 11

Microsoft fa sul serio. Vuole mostrare al mondo che Vista non è un mostro bicefalo né quell’orrendo sistema operativo preso a bersaglio dalle campagne denigratorie di Apple (altresì dette “spot televisivi azzeccatissimi“) della serie Get A Mac. Il gigante di Redmond ha un unico intento: dimostrare che l’opinione comune sul proprio ultimo sistema operativo è “comunementesbagliata. Il primo passo, come ricorderete, è stato il banner che se la prendeva coi sostenitori della terra piatta. Adesso è il turno del Mojave Experiment. Perché scegliere il nome di un deserto per una campagna di questo tipo? Un riferimento implicito alla aridità delle idee a cui Microsoft cerca ancora di aggrapparsi per salvare un sistema operativo fallimentare?

Ma in che cosa consiste il Mojave experiment? A discapito di quanto possa suggerire il nome, che personalmente associo in maniera inconscia a “Manhattan Project” e ad “Alamogordo, New Mexico“, il Mojave experiment non ha nulla a che vedere con la scissione dell’atomo. Alcuni utenti che non hanno mai utilizzato Vista, ma che allo stesso tempo ne hanno una percezione negativa e ritengono si tratti di un pessimo sistema operativo,  vengono invitati a provare il nuovo Windows Mojave. Avrete già capito che si tratta in realtà di un Vista sotto copertura: gli utenti saranno sbalorditi dalle funzionalità del sistema e ne tesseranno le lodi, dopodiché verrà loro rivelato che Mojave altri non è che Vista.

I primi video sono già online nel sito promo che Microsoft ha allestito per l’occasione. Non chiedetemi perché nell’era dello streaming in HD si debba essere costretti a vedere filmatini in una finestrella di 3 pixel per 2. Forse perché i video sono stati ripresi da fotocamere nascoste che non consentono una risoluzione migliore? Chissà. Il primo video del sito è un riassunto generale che spiega gli intenti dell’esperimento attraverso il montaggio di vari passaggi salienti delle interviste agli utenti; cliccando su una delle altre finestrelle della griglia sarà poi possibile vedere altri minifilmati in cui le cavie i partecipanti danno un parere specifico su questo o quell’aspetto di Vista/Mojave.

Un lavoro meticoloso e notevole dal punto di Vista della mole di dati raccolti e per l’impegno profuso, ma ci sono diversi aspetti di questa parte della campagna di Microsoft per la riabilitazione di Windows Vista che proprio non mi convincono. Prima di tutto nessuno fra gli utenti è un Power User, né un utente tecnicamente informato. Se faccio vedere a mia nonna cosa riesce a fare un Olivetti PC 386 SX del ’93, anche lei con ogni probabilità commenterebbe con un “very cool” (o forse con un “che ganzo“?). Poi, come si capisce dai video, gli utenti sono sempre assistiti da un esperto che li guida attraverso le funzioni del sistema operativo. Esattamente la situazione in cui vi trovate a casa vostra quando la stampante non ne vuol saper di interfacciarsi, vero?

Uno degli utenti (Sir Ben Kingsley?) rimane letteralmente a bocca aperta quando scopre che Mojave è Windows Vista.
Uno degli utenti (Sir Ben Kingsley?) rimane letteralmente a bocca aperta quando scopre che Mojave è Windows Vista.

Vogliamo poi chiederci che computer  e che versione di Vista è stata mostrata agli utenti (sicuramente non la home basic)? Aero su un Quad Core con 8GB di RAM, tanto per fare un esempio, fa sicuramente la sua sporca figura, non lo mettiamo in dubbio. Non è niente male neppure l’idea di inserire l’Instant Search (guarda caso il nome Spotlight non era più disponibile) fra le features che più hanno sorpreso gli utenti, visto il pessimo funzionamento rispetto all’analogo tool di ricerca istantanea per Mac OS X, che non da problemi anche sui Mac più anzianotti.

In conclusione, l’impressione che mi restituisce (e mai come in questo caso credo che sia necessario utilizzare il pronome personale) questa prima mossa pubblicitaria è parecchio negativa. Io ho avuto modo di provare Windows Vista e ho modo di farlo tuttora. Ho conoscenze tali da riuscire a sistemarlo per farlo funzionare al meglio e pur tuttavia ho l’impressione di utilizzare un sistema mal progettato, in cui ciò che cerchi non è dove dovrebbe stare. Come metro di paragone non serve usare Leopard, basta fare riferimento a Windows XP SP3, o ancora meglio ad Ubuntu Hardy Heron per chi ha le capacità tecniche di sopperire ai piccoli problemi di compatibilità. Vista ha qualcosa di storto, che non sarà facile raddrizzare.

Per questo non mi piace sentirmi dire, implicitamente: “Vedete, chi vi dice che Vista fa schifo non l’ha provato. Ah ed ovviamente vorrebbe convincervi del fatto che la terra è piatta“. Non è così. E credo che come me la penseranno una buona parte degli utenti. Convincere Intel ad adottare Vista sarebbe stata una campagna publicitaria molto più efficace, anche se è certamente più facile cercare di convincere il consumatore, il cliente (la cui esperienza di end-user ha valore in quanto egli è compratore e non semplicemente utente), della bontà di un prodotto con i tradizionali metodi del marketing televisivo. E poi manca una canzone o un jingle che possano essere facilmente identificati come colonna sonora della campagna. Posso permettermi di suggerire questa?