iPad 2, il nuovo spot “We Believe”

di Andrea "C. Miller" Nepori 2

Una dei punti di forza dell’iPad è la capacità di trasformarsi ogni volta nell’applicazione in uso. Quando avviamo un’app, il dispositivo tende a scomparire e il software offre un’esperienza totalizzante. Lo abbiamo scritto più e più volte, e non solo noi. Era così per il primo iPad, lo è ancora di più per iPad 2.
Chi abbia letto (e forse condiviso) questa analisi, non sarà sorpreso più di tanto nel vedere in nuovo spot dell’iPad 2 in onda sulle maggiori emittenti statunitensi dalla fine della scorsa settimana. Il commercial, intitolato “We Believe” (“Noi crediamo”), non esalta le specifiche del dispositivo, non si limita a decantarne sottigliezza e leggerezza. Con uno studiato gioco di luce distilla ed esplicita piuttosto il senso ultimo dell’esperienza d’uso del primo, vero post-PC device che non ha bisogno di essere descritto attraverso le sue caratteristiche tecniche.

Ecco la trascrizione dello spot:

“Questo è ciò in cui crediamo. La tecnologia da sola non è abbastanza. Più veloce, più sottile, più leggero, sono tutte caratteristiche importanti. Ma la tecnologia si toglie di mezzo, tutto diventa più piacevole, perfino magico. Quello è il momento in cui fai un salto in avanti. Quello è in momento in cui ti ritrovi con qualcosa così”.

Pensate a quell’immagine dei cartelli stradali che Steve Jobs ha preso a mostrare sempre più spesso alla fine dei keynote (Apple che si pone all’incrocio fra tecnologia e arti liberali) e capirete che questo spot è solo un’altra forma di quello stesso messaggio. Questo commercial è uno statement fondamentale sulla direzione che l’azienda di Cupertino ha preso con l’iPad. E’ anche il concetto di fondo che la concorrenza, per la quale è ancora vitale poter affidare valore concreto a RAM, GB, risoluzione, porte disponibili e altre specifiche tecniche in mancanza di un disegno e di una visione più ampia, non è riuscita ad afferrare (non è detto che ci riesca).