Un Mac Mini G4 come media server

di Gospel Quaggia 13

Antefatto

Il tutto nasce il giorno in cui un carissimo amico esprime il desiderio di acquistare un NAS. Ottimo, rispondo io e inizio a informarmi su prezzi e disponibilità varie.

Dopo qualche tempo perso a valutare vari modelli e soprattutto complici la scarsità e costosità attuali degli HDD in commercio, mi si è accesa la classica lampadina e gli ho proposto di utilizzare un vecchio Mac Mini G4 come “distributore di servizi multimediali”, o media server che dir si voglia. Anche perché questa era la destinazione d’uso precisa a cui lui aveva pensato.

Questa decisione deriva anche dalle particolari esigenze e dalla configurazione di rete dell’amico di cui sopra. Infatti lui utilizza una “rete estesa” tramite un paio di Airport Express, utilizzando così la stessa rete sul luogo di lavoro e in casa, e sfrutta due Apple TV di ultima generazione per la fruizione di contenuti multimediali.

Configurazione

Mi sono quindi detto che probabilmente valeva la pena tentare e che se il Mac Mini non avesse retto il carico di lavoro, avremmo potuto studiare qualcosa d’altro.

Il Mac Mini è un vecchio modello con un processore PowerPC G4 a 1.42 GHz e 1 GB di RAM DDR a 333 MHz e il sistema operativo scelto, Mac OS X Leopard 10.5.8, è l’opzione più recente installabile sul sistema. Non è esattamente quel che si dice un “fulmine di guerra”, ma è abbastanza sorprendente la reattività con la quale risponde ai comandi dopo aver installato il sistema operativo.

L’idea era quella di sfruttare la funzionalità di Condivisione in famiglia integrata in iTunes per visualizzare i contenuti multimediali. Contenuti che sono riposti in due HDD esterni collegati al Mac Mini via USB, in modo da non riempire il “piccolo” HDD interno da 80GB.

Sebbene sia dotato di scheda Airport, ho collegato il Mac Mini tramite Ethernet a una delle due Airport Express e configurato il DHCP in modo tale che l’indirizzo IP assegnato sia sempre lo stesso, così da facilitare l’accesso remoto al sistema.

Questo perché al Mac Mini non è attaccato null’altro se non gli HDD esterni e il cavo Ethernet, headless come si dice in gergo. Tutto viene controllato tramite Condivisione Schermo da Mac, e tramite Vnc da iPhone e iPad. Restando sul piano della condivisione, sono poi attivate ovviamente Condivisione documenti via afp e smb, e login remoto tramite ssh.

Funzionamento

Anche se nascostamente sospettavo che non ci sarebbero stati problemi, né dal punto di vista prestazionale, né da quello della configurazione, il risultato è comunque sorprendente. La Condivisione in famiglia di iTunes funziona egregiamente e i contenuti vengono visualizzati e/o ascoltati con ritardi di entità veramente risibile.

Visto poi che su entrambe le Apple TV è stato effettuato il Jailbreak, diventa possibile visualizzare i contenuti anche tramite protocollo smb, senza doverli aggiungere per forza alla libreria di iTunes. In questo caso il ritardo necessario a “bufferizzare” i contenuti si fa decisamente più apprezzabile, restando comunque nei limiti della sopportabilità. Parliamo di qualche decina di secondi, in base alla grandezza del file, e una volta partita la riproduzione il tutto funziona in modo fluido e senza tentennamenti di sorta.

Ovviamente i contenuti sono godibili non solo dalle Apple TV, ma anche da qualsiasi Mac venga collegato alla rete. Per modificare i contenuti della libreria remota però, è sempre necessario collegarsi direttamente al Mac Mini.

Controllo

Come accennato, visto che prevalentemente il Mac Mini dovrà essere controllato in locale, non ho adottato particolari soluzioni, se non quelle integrate nel sistema operativo.

Quindi i contenuti sono sfogliabili/fruibili con Apple TV tramite Condivisione in famiglia e smb, con un Mac tramite Condivisione Schermo e afp e da un PC Windows tramite smb.

Sebbene l’idea sia quella di lasciare sempre attivo il Mac Mini, all’avvio dello stesso vengono lanciati in esecuzione automatica sia iTunes che l’ottimo e leggero client BitTorrent Transmission.

Quest’ultimo dispone di una comoda interfaccia web, anche nell’ultima versione disponibile per PowerPC, e quindi può essere utilizzato da remoto via browser in modo molto semplice e anche da dispositivi mobili.

Visto che nel nostro caso si tratta di dispositivi iOS (iPod touch e iPad), per non farsi mancare nulla da questi ultimi è possibile controllare da remoto l’intero Mac Mini con l’App gratuita Mocha VNC Lite (iTunes Link), selezionando la funzione dedicata a OS X Lion (vedi immagine seguente), che consente l’accesso anche a sistemi più datati come Leopard.

 

Abbiamo poi deciso di rendere disponibili alcuni servizi anche tramite internet, utilizzando il popolare servizio DynDns, che tiene traccia dei cambiamenti dell’indirizzo IP tramite il quale ci colleghiamo a internet e che fornisce un indirizzo univoco al quale collegarsi.

In tutta la configurazione si tratta dell’unico servizio a pagamento scelto. Il router a disposizione (un Linksys WAG120N) consente l’agevole configurazione dell’account PRO su DynDNS.org.

Non è rimasto quindi altro da fare che aprire le porte corrispondenti ai servizi desiderati per renderli disponibili su internet.

Conclusioni

È ovvio che questa soluzione sia un’alternativa tra le tante disponibili e che sia stata per lo più un magnifico divertissement per il sottoscritto, ma la soddisfazione di vedere un Mac di 7 anni fa compiere il proprio dovere in modo impeccabile, servendo dispositivi di ultima generazione, è assolutamente impagabile.

Niente di straordinario e nulla per cui gridare al miracolo, sia ben chiaro.

Ma piuttosto che rimanere a prender polvere…