iPhone SDK: storia di un hacker “letterato”

di Michele Baratelli 3

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Nella serata di ieri cercavamo, su un immenso store americano, dei libri con argomento iPhone sia per diletto personale, sia per poter fornire a voi che leggete delle opinioni sempre fondate. Non crediamo ancora nel libro in cui ci siamo imbattuti: un famosissimo hacker di iPhone, uno di quelli che partecipano ai vari programmi di sblocco, ha scritto un libro. Argomento: iPhone, SDK e DMR.

Non siamo certo rimasti stupiti del fatto che un hacker possa scrivere un libro, ci ha colpito invece l’argomento trattato: iPhone Open Application Development book, cioè riflessioni sullo sviluppo di applicazioni per iPhone. Siccome non eravamo certi che l’autore fosse l’hacker che conosciamo, siam andati a controllare su un famoso forum internazionale, Hackintosh, e abbiamo avuto la conferma: è stato proprio scritto da NerveGas, componente del mitico Dev-Team. Quello che segue è l’opinione di una persona che conosce profondamente iPhone sia sul piano componentistico, sia su quello software: avremo così un nuovo punto di vista che ci permette di comprendere meglio SDK.

Per gli sviluppatori indipendenti il rilascio di SDK è stato un brusco risveglio che non è solo legato all’unico software di creazione con le sue peculiari caratteristiche, al metodo di distribuzione e ai pesanti controlli sui programmi creati: nessuno infatti si sarebbe aspettato una piattaforma così legata ai DRM. Sembra infatti che lo stesso compilatore preveda controlli DRM sui componenti stessi: la paura è che non si possa creare nulla che sia DRM-FREE. Inoltre, dal punto di vista della comunità di sviluppatori open-source, sembra che Apple abbia copiato l’idea di SDK (già presente in ambito open-source col nome di “tool chain”) e soprattutto il metodo di distribuzione del software (Installer.app infatti conta su una platea immensa di utilizzatori). Apple è in ritardo rispetto alla comunità open e, mentre la comunità stessa sta cercando in queste ultime settimane di duplicare quanto fatto finora, l’azienda di Cupertino avrà pronto App Store per Giugno con una struttura paragonabile a quella di Installer.app di oggi.

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Ciò che si percepisce è un forte risentimento di Apple verso la “comunità open” e si preannuncia una dura battaglia: si possono dedurre queste sensazioni dal fatto che Apple ha bloccato l’installazione NullRiver.app, così come altri software PXL e installatori: in sostanza, il blocco di qualsiasi canale di distribuzione di terze parti tramite iTunes (che si può equiparare a una concorrenza sleale). Infine, Apple ha si è assicurata un numero potenziale di contratti con i produttori di giochi, ad esempio Nintendo, e con società come Sun e Adobe, vietando però qualsiasi software che “esegue il codice di un altro programma” su iPhone. Ciò significa che queste imprese dovranno accettare un accordo speciale e pagare una importante “penale” ad Apple per poter rilasciare applicazioni come Java, Flash e emulatori di videogiochi (molti dei quali sono già disponibili tramite Installer.app). La buona notizia è che ora ci sono addirittura due tool di sviluppo per iPhone: quello “open” e quello di Apple: il secondo con l’impressione di essere più vicino alle aziende e il primo invece più vicino agli sviluppatori indipendenti. Non dimentichiamoci che il tool chain funziona anche con windows e linux e che ha ormai alle spalle quasi un anno di onorata attività. Inoltre, rimane l’unico modo possibile per creare applicazioni DRM-FREE in grado di poter potenzialmente raggiungere un pubblico vasto come quello che sarà raggiunto da App Store.

Così com’è strutturata oggi, la tool chain è probabile che sia l’elemento dominante fino al 2009 in quanto l’SDK di Apple non è chiaramente pronta ancora per l’adozione totale. Molte parti del software SDK non sembrano funzionare correttamente e non vi è attualmente alcun modo per eseguire queste applicazioni su iPhone. A giugno, solo un numero limitato di sviluppatori saranno ammessi nel programma ufficiale degli sviluppatori, basato su alcune strette direttive di Apple. La tool chain ad oggi funziona egregiamente, e ha avuto quasi un anno per diventare quello che è e con un robusto sistema di distribuzione.

Questo è il pensiero che anima questo interessantissimo libro che, a nostro parere, è utile per avere una visione più ampia di SDK: se siete interessati potete trovare il libro scritto da Jonathan “NerveGas” Zdziarski qui.