Foxconn: chi fa da sé fa per tre

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Buona parte del fatturato Foxconn, il grande produttore asiatico di dispositivi elettronici di consumo, è legato ad un unico cliente: Apple. E’ il motivo che con ogni probabilità sta spingendo Hon Hai Precision Group (di cui Foxconn è una diretta controllata) a cercare una diversificazione della produzione che non esclude la possibilità del lancio di una serie di prodotti a marchio dell’azienda. Un processo che non riguarderà solamente l’hardware, ma anche le forniture di software e contenuti per i dispositivi che Foxconn assembla per i propri clienti orientali.foxconn_workers_2

Foxconn assembla già dispositivi per molti produttori occidentali e asiatici. Computer per Hewlett Packard, ad esempio, cellulari per Nokia e Playstation per Sony, ma il mantenimento della crescita deve passare necessariamente per un espansione verso clientele che offrano prodotti in ascesa. Anche perché l’altro grande player del mercato smartphone, vale a dire Samsung, non è un cliente del gigante asiatico. Hon Hai non ha dunque alcun ritorno dalla crescita del market share degli smartphone del produttore coreano.

In sostanza Foxconn è rimasta “schiava” della crescita esponenziale che i grandi “lanci” Apple gli avevano consentito di ottenere. Nel 2012 il fatturato di Foxconn è salito “solo” del 13%, molto meno rispetto al +53% raggiunto nel 2010 grazie alla produzione dell’iPad.
Foxconn ha iniziato quindi a guardare con molto più interesse ai clienti cinesi, assemblando ad esempio televisori e smartphone per compagnie della Repubblica Popolare.

L’altra strada che Hon Hai sta iniziando a percorrere è quella della produzione di prodotti marchiati Foxconn. Nello specifico potrebbe trattarsi di periferiche per i prodotti di maggior successo. Cavi, caricabatterie e adattatori compatibili con iPad e iPhone sono l’obiettivo a breve termine. Una scelta che probabilmente arriva pure in ritardo, visto l’accesso esclusivo alle specifiche dei prodotti Apple che la Foxconn riesce ad avere prima di chiunque altro.

C’è infine una terza strada, che è quella della produzione di software per i dispositivi che l’azienda produce. In questo caso non gli iPhone o gli iPad, naturalmente, ma tutta la pletora di altri smartphone, televisori e gadget elettronici in generale, sfornati ogni giorno per una miriade di altri clienti.

“L’azienda sta assumendo ingegneri del software per il proprio centro di ricerca e sviluppo a Taiwan,” scrive il Wall Street Journal. “Si concentreranno sullo sviluppo di applicazioni mobili, tecnologie di cloud computing per i server e applicazioni per smart watch”.

Quanto alle ragioni intrinseche di questa diversificazione, il Wall Street Journal indica solamente la necessità di far fronte al rallentamento della crescita di Apple, mentre non viene citata una seconda possibilità, ovvero che Cupertino, nell’ottica di evitare un secondo “caso Samsung”, voglia slegarsi da questo rapporto “a due” con Foxconn, spostando parte della produzione e dell’assemblaggio verso altri “contractor”, come ad esempio Pegatron.