Dopo tre giorni in compagnia delle nuove cuffie EarPods e tante ore di ascolto di musica di qualsiasi genere, siamo pronti a parlarvene in maniera più approfondita rispetto a quanto già facemmo, riportandovi la nostra esperienza, il nostro giudizio e l’immancabile smantellamento dei ragazzi di iFixit.
La premessa è d’obbligo: non ero assolutamente soddisfatto delle vecchie cuffie Apple, le ho sempre ritenute discrete ma troppo fragili e certamente non adeguate ad un dispositivo come l’iPhone. Ed evidentemente a Cupertino erano d’accordo con me, soprattutto considerando le innumerevoli sostituzioni (in Genius Bar) di auricolari difettosi o rotti troppo presto.

Le EarPods sono un piccolo capolavoro di design, inteso sia come estetica che (soprattutto) come qualità complessiva, il che vuol dire resistenza, comodità e ovviamente ottima resa sonora. Come già scrissi:
Ben seicento cavie umane hanno indossato un centinaio di prototipi delle suddette EarPods, correndo su tapis roulant in condizioni di caldo e freddo estremi (sì, proprio così), facendo vari tipi di allenamenti cardio e scuotendo la testa in varie direzioni,
probabilmente frustati da Scott Forstall.
C’è stato quindi davvero tanto lavoro dietro la loro progettazione, e questo è ovvio, considerando alcune cose:
- Sono le cuffie incluse nella scatola di uno smartphone di fascia alta, che vuole essere e probabilmente è il migliore (e il più costoso) in assoluto.
- Devono adeguarsi anatomicamente a milioni di orecchie diverse.
- Devono adeguarsi a milioni di persone diverse, che hanno i loro gusti musicali e le loro abitudini.
- Devono garantire chiarezza di ascolto durante la chiamata, anche a chi sta dall’altra parte.
Passando alla mia opinione, la riassumerò in alcuni punti:
- Sono gli auricolari con il miglior rapporto qualità / prezzo che abbia mai acquistato, forse se la giocano con un paio di AKG molto economici, ma questi ultimi non hanno il microfono e i controlli sul cavo.
- Apple dice che possono competere qualitativamente con cuffie molto più costose, ed è vero. La resa sonora è accostabile a quella dei modelli in-ear.
- I bassi sono profondi e chiaramente distinguibili dai medio-bassi, questo vale anche per le altre frequenze, ma la prima cosa che colpisce al primo ascolto sono proprio i bassi: il colpo di cassa della batteria si sente tutto, e fa vibrare l’orecchio. Le chitarre distorte sono corpose e avvolgenti, e ben distinguibili tra loro, nel caso di più chitarre e ovviamente una buona masterizzazione del brano. Anche il jazz e la musica elettronica rendono sufficientemente bene sulle EarPods da non scontentare nemmeno gli audiofili più esigenti, specie se aiutate da una appropriata equalizzazione.
- Il “Remote”, ovvero il “telecomandino” o come volete chiamarlo, è più grande e più comodo. Non so se si possa dire con certezza ma credo che la scelta della rimozione della griglia esterna sul microfono sia stata azzeccata, credo riduca la possibilità di danni. Ma questo ce lo dirà il tempo.
Vi lasciamo alla parte erotica di questo articolo, una gallery in cui potrete ammirare le nudità delle EarPods messe in mostra da iFixit. Vi consiglio di dare un’occhiata al loro smantellamento passo-passo.






