CandyJam, gli sviluppatori contro King per il trademark di Candy Crush

di Andrea "C. Miller" Nepori Commenta

Un anno fa King, la software house che sviluppa fra gli altri il famoso gioco ad alto tasso di ludo-dipendenza** Candy Crush**, ha depositato svariate richieste di Trademark fra le quali spicca quella per la parola “Candy”.

La settimana scorsa l’ufficio brevetti americano ha approvato le richieste e da allora King ha iniziato a far valere i propri “diritti” nei confronti di altri sviluppatori che hanno utilizzato le parole Candy (e Saga, altro trademark approvato) nel nome dei propri giochi su App Store.
La risposta della “community” non si è fatta attendere ed è nata l’operazione CandyJam.

candyjam

Come si può leggere sul sito ufficiale dell’iniziativa, CandyJam è una chiamata alle armi per tutti quei game developers che si sentono offesi e presi in giro dal tentativo di limitare l’uso di parole così comuni nel parlato comune o nel gergo videoludico.

Lo scopo di CandyJam è la produzione del più alto numero possibile di giochi che riportino le parole Candy e Saga nel proprio titolo, in modo da rendere palese l’assurdità di un simile trademark.

A far arrabbiare i developer non è tanto il trademark in sé, quanto il fatto che King abbia subito iniziato a fare la voce grossa con altri sviluppatori indipendenti. I casi più eclatanti sono certamente quelli di Banner Saga – una… saga sui Vichinghi – cui King ha intimato di cambiare il nome del proprio gioco e All Candy Casino Slots, di cui King ha invece richiesto la rimozione dell’applicazione. Ma ce ne sono anche altri, come spiega RockPaperShotgun.

A gettare benzina sul fuoco è soprattutto la natura dei giochi di King, che non brillano certo per originalità e sono, nella maggior parte dei casi, dei “remake” di titoli esistenti. Lo stesso Candy Crush, per dire, è solo un altra versione di un gioco in stile match–3 alla Bejeweled, con le caramelle al posto delle pietre preziose.candyjam entries

Il fatto che un produttore di rip-offs, come li chiamano senza pietà i sostenitori della CandyJam, si metta a proteggere i propri giochi dai rip-off di qualcun altro solo perché con le proprie copie ha fatto i milioni è l’ipocrisia di fondo che ha convinto la community degli sviluppatori a produrre questa insolita protesta.

Per seguire l’evoluzione della CandyJam, che prevede l’invio dei giochi entro il prossimo 3 febbraio, c’è l’hashtag #candyjam su Twitter; sul sito ufficiale sono elencati i 111 giochi (nel momento in cui sto scrivendo) che già partecipano all’iniziativa. Fra di essi spiccano Candy Escape Goat Saga, Candy Chasm, Confectionery Crush, Candy Crush Sega e molti altri.