Da ieri va in onda sulle TV U.S.A. un nuovo spot dell’iPad che ricalca fedelmente la struttura dell’ultimo ed elenca alcune delle cose che iPad “può essere”. Non a caso il commercial si apre ancora con la scritta “iPad is” seguita da una serie di aggettivi, sostantivi (o volendo verbi) che descrivono in una parola l’uso del Tablet mostrato a video.
Le applicazioni sono ancora una volta protagoniste. Non è un mistero che Apple con questi spot non voglia tanto mostrare l’iPad in sé quanto tutto ciò che l’iPad è in grado di diventare grazie all’utilizzo dei software già disponibili su App Store.
Ecco che l’iPad si trasforma in un dispositivo “medicale” grazie ad un’app che mostra le radiografie in sezione (o è un’app di anatomia?), poi diventa “live” con il baseball in diretta su MLB At Bat 2010 e subito dopo “musicale”, con una mano che accenna la melodia della colonna sonora (Never Stop di Gonzalez) su un pianoforte virtuale. E non è finita.
L’iPad può essere anche “lavoro” o “gioco” con Keynote o NFL 2011 ma anche “ricordi” se lo si usa per rivedere vecchie foto e filmati di bellissime bambine come sempre perfettamente assortite dal punto di vista antropologico (iPad is politically correct?), Infine il Tablet è social se lo si usa per andare su Facebook, “riviste” se uno ci legge il TIME o “storico” se invece è adoperato per guardare Stonhenge su Google Earth.