Google e H.264, un breve riassunto

di Gospel Quaggia 14

Nei giorni scorsi Google ha affrontato la questione del supporto video in Chrome, riassumibile nel fatto che verrà in un futuro, non si sa quanto lontano, cessato il supporto a H.264, in favore di WebM.

Quest’ultimo sarebbe in una fase di grande sviluppo, grazie al fatto di essere “open” e quindi di poter contare sul lavoro di molti sviluppatori per quanto riguarda le migliorie sia sul fronte delle prestazioni, che per quanto riguarda la sua adozione da parte dei browser, dei tool di sviluppo e dai produttori di hardware.

Ovviamente all’annuncio non sono mancate le consuete reazioni e polemiche espresse in lungo e in largo per il web, ma che si possono rapidamente e facilmente riassumere in alcune domande poste da John Gruber.

  1. Oltre al supporto per H.264, attualmente Chrome supporta nativamente il formato proprietario di Adobe Flash, tramite un plugin embeddato. Se il supporto a H.264 verrà rimosso per dare spinta a “un’innovazione libera”, seguirà la stessa sorte anche Flash? Se no, perché?
  2. Android al momento supporta H.264. Verrà tolto questo supporto anche in Android? Se no, perché?
  3. YouTube utilizza H.264 per l’encoding dei video. Presumibilmente tutti i video verranno  ricodificati con WebM. Quando questo accadrà, verrà rimosso il supporto a H.264? Se no, perché?
  4. Forse Google si aspetta che compagnie come Netflix, Amazon, Vimeo e chiunque altro utilizzi H.264 per distribuire contenuti si prenda la briga di operare una doppia codifica utilizzando anche WebM? In caso contrario, come faranno gli utenti di Chrome a vedere tali contenuti senza ricorrere al Flash Player?
  5. Chi è contento di questa cosa?

Posto il fatto che ovviamente per qualsiasi azienda sia lecito scegliere come operare, credo che le domande di Gruber se le stiano facendo un po’ tutti, perché se è vero che la questione delle licenze di H.264 è piuttosto delicata (l’abbiamo affrontata qualche tempo fa), è anche vero che ad agosto la stessa questione sembrava essersi chiusa positivamente.

Senza contare il fatto che in molti hanno sollevato dei dubbi sia sulle effettive maggiori prestazioni di WebM, che sul fatto che sia effettivamente libero da brevetti e licenze. A questo proposito è interessante leggere lo scambio di email tra John Paczkowski di All Thing Digital e Larry Horn, CEO di MPEG LA, il consorzio che controlla lo standard H.264:

Paczowski: Fammi chiedere una cosa: state creando un gruppo per brevettare e licenziare VP8 (il codec strettamente detto) e WebM? Sei stato contattato in tal senso da qualcuno?

Larry Horn: Sì, nell’incertezza attuale del mercato per quanto riguarda le licenze su tali tecnologie, c’è un interesse diffuso del mercato stesso a spingerci verso la creazione di un consorzio che faciliti la formazione e l’adozione di tali licenze con un soggetto unico, piuttosto che con tanti detentori individuali, per VP8 come per altri codec. Ci stiamo muovendo in tal senso.

Sembra quindi  che alla fine WebM potrebbe incorrere negli stessi problemi in cui è incappato H.264, anche se Google riferisce di aver effettuato una profonda analisi in tal senso, prima dell’acquisizione di On2 Technologies, che ha sviluppato il codec.

Sperando che l’analisi sia stata abbastanza approfondita, per il momento non resta che aspettare e vedere cosa accadrà, anche se la questione invece di semplificarsi, sembra ingarbugliarsi sempre di più.

Dal canto nostro non mancheremo di farvi avere notizie al riguardo, non appena ce ne saranno di nuove.

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