Steve risponde ancora: ‘Pad’ è nostro e i Core i3 non servono

di Andrea "C. Miller" Nepori 21

Steve Jobs continua a rispondere con zelo alle email di semplici utenti Apple e di sviluppatori arrabbiati. E continua a farlo con con la sua solita “vis ermetica”, sintetizzando il succo della propria risposta in poche righe concise. Ci sono un altro paio di email di risposta da El Jobso che girano per il MacWeb da ieri.

Nella prima, inviata a Chris Ostmo, uno sviluppatore che si è visto respingere la propria applicazione per iPad perché conteneva la parola magica Pad, Steve ha spiegato che è buona norma non usare i trademark altrui nei propri prodotti, alludendo ad una possibile registrazione commerciale del termine Pad da parte di Apple (immagine dopo il salto).

Nella serata di ieri (o meglio, nella tarda mattinata, ora di Cupertino), [email protected] ha spiegato in maniera molto chiara al comune utente David Jenkins il perché della scelta di non utilizzare i Core i3 di Intel sui nuovi MacBook Pro 13″ (email nello screenshot di apertura).

Pad è nostro!

Qualche giorno fa lo sviluppatore di journalPad, Chris Ostmo, si è visto recapitare il messaggio che nessun developer verrebbe mai ricevere dallo staff senza volto dell’App Store: “La tua applicazione è stata respinta bla bla bla per questo questo e quast’altro motivo!” (OT: Gianni Livore sarebbe un ottimo recensore di applicazioni per iPhone – fritte, ovviamente).

Gli veniva contestato il nome della sua applicazione, journalPad appunto, e gli veniva “intimato” di modificarlo eliminando il riferimento alla parola “Pad”. Arrabbiato per l’accaduto, Ostmo ha scritto a Steve Jobs, chiedendo spiegazioni. Ed El Jobso rispose:

“E’ semplice buon senso non utilizzare i trademark di un’altra azienda nel nome della propria applicazione.

Il suggerimento, implicito, è che Apple detiene il trademark sulla parola “Pad”. Tale possibilità era già stata ventilata la scorsa settimana quando anche agli sviluppatori di ContactPad l’App Store aveva chiesto di cambiare nome all’applicazione. Ora Steve Jobs in persona ne ha confermato.

Senza Core i3 è meglio

La seconda risposta Jobsiana riguarda invece i nuovi MacBook Pro presentati ieri. Un utente gli ha chiesto per mail come mai sui nuovi MacBook Pro 13″ non siano stati implementati i processori Intel Core i3 al posto dei più obsoleti Intel Core 2 Duo.
Anche in questo caso la risposta di Jobs è stata secca, ma esauriente:

Grafica molto più veloce e durata della batteria fino a 10 stracciano un aumento del 10/20% nelle performance della CPU.

Ecco servita la risposta al quesito del giorno. L’oracolo ha parlato. Ite, Missa est.