Gene Munster: Apple si prepara a sostituire Jobs

di Andrea "C. Miller" Nepori 7

La defezione di Steve Jobs, che non terrà il keynote al prossimo Macworld, è l’hot topic di questi giorni e tutti nel Mac Web hanno espresso la propria posizione a riguardo (noi compresi, ovviamente). Poteva forse mancare all’appello il parere del Nostradamus Cupertiniano per eccellenza, il vate dell’analisi finanziaria Apple Related, alias Gene Munster di Piper Jaffray? No, non poteva e infatti l’analista ha espresso le proprie impressioni in un report ai clienti sostenendo che la scelta di Apple di inviare Phil Schiller al prossimo keynote al posto di Jobs significa, in soldoni, che Apple si sta preparando ad un cambio storico al vertice.

Quello della successione a sua Maestà Steve Jobs è un problema lungamente dibattuto e non è da mettere subito in relazione alle speculazioni circa le condizioni di salute dell’iCeo. La sostituzione al prossimo Macworld e la presenza di Phil Schiller e Tim Cook all’evento di presentazione dei nuovi notebook che si è tenuto ad Ottobre secondo Munster sono un chiaro segno del fatto che a Cupertino starebbero davvero pensando ad un piano di successione che permetta ad Apple di sopravvivere anche senza il suo capo carismatico.

Una Apple senza Steve Jobs sarà certamente una Apple diversa, ma non necessariamente peggiore o meno votata al successo.

“Crediamo che il gruppo dirigenziale di Apple” scrive Munster nel proprio report “sia uno dei vantaggi competitivi dell’azienda. Questa squadra di dirigenti, insieme a Steve Jobs, è state ed è responsabile dell’innovazione dei prodotti Apple”

Impossibile non essere d’accordo. Steve Jobs è colui che incarna al suo massimo e sa diffondere al meglio la filosofia aziendale di Apple ma non è più la chiave di volta che tiene insieme la baracca. La vera rivoluzione introdotta e voluta da Steve Jobs nella Apple del nuovo millennio è la strutturazione in divisioni operative interconnesse e interfunzionali direte da singoli, preparatissimi individui che potranno portare avanti il proprio ottimo lavoro anche senza la supervisione di Jobs, come primi violini che potrebbero essere in grado di dirigere l’orchestra in assenza del direttore.

Tempo fa avevamo già parlato della questione (allora Fadell era ancora del gruppo) ricordando quanto dichiarato dallo stesso Jobs a febbraio 2008, in tempi non sospetti, ovvero prima che la sua apparizione al WWDC mettesse tutti in allarme a causa della sua eccessiva magrezza. Quelle parole rimangono ancora il miglior commento sulla questione della successione al vertice di Apple:

<<Abbiamo persone veramente capaci alla Apple. Ho nominato Tim Cook COO, gli ho dato la divisione Mac e lui ha fatto un lavoro straordinario. Insomma, qualcuno dirà: “Oddio, se Jobs finisse sotto un bus, Apple sarebbe nei pasticci”. Beh, mi capite, penso che non sarà una festa, ma abbiamo persone davvero capaci alla Apple. E il direttivo avrebbe a disposizione alcuni ottimi nomi fra cui scegliere per nominare il CEO. Il mio lavoro è quello di rendere tutto il team direzionale tanto bravo che chiunque potrebbe succedermi.>>