iTunes e lo streaming musicale, un sondaggio

di Redazione 3

Verso la fine della scorsa settimana si sono moltiplicati i rumors sul lancio da parte di Apple di un nuovo servizio di streaming musicale. Si tratterebbe, secondo Reuters e Peter Kafka (All Things Digital) di una specie di “cloud music locker” in cui far confluire tutti i propri acquisti iTunes (e tutta la propria libreria). I file musicali sarebbero in questo modo disponibili sempre e ovunque, su qualsiasi dispositivo della Mela.

La possibilità di un servizio di questo genere, preconizzato da tanti commentatori già in passato dopo l’acquisto di LaLa da parte di Apple, mi lascia dubbioso e ho come l’impressione che questo servizio sia atteso più dalla nicchia di analisti/esperti/advanced user che dalla “base” ¹. Per questo vorrei sapere che ne pensate voi lettori. Siete in fremente attesa dello streaming remoto della vostra libreria musicale o siete più che soddisfatti del vecchio metodo di sincronizzazione “concreta” della musica?  Rispondete al nostro sondaggio e fatevi sentire come sempre nei commenti.[poll id=”80″]

Personalmente ritengo che su questo presunto futuro servizio ci sono parecchi fattori ancora ignoti ma soprattutto c’è la nuvola, questa entità che ha ormai assunto un ruolo centrale nel discorso tecnologico quotidiano ma che porta con sé il senso profondo dell’astrazione remota rispetto alla “tangibilità” dei dati – questo affidarsi ai server lontani (e virtuali) controllati da terzi, salvo poi non sapere dove sbattere la testa durante malfunzionamenti come quello che ha colpito Amazon EC2 la settimana scorsa².

Non mi fraintendete. Credo che se Apple deciderà di lanciare un servizio di streaming musicale lo farà con tutti i crismi. Quel datacenter da un miliardo di dollari (cui abbiamo pure dedicato la nostra recente inforgrafica) a qualcosa dovrà pur servire. Mi trovo a dover scegliere, insomma, fra la mia prevenzione verso questo tipo di soluzioni e la consapevolezza che se “il metodo Apple” verrà applicato con profitto anche in quest’occasione, il risultato potrebbe essere qualcosa di convincente.

Note


¹ – Tuttavia uno dei punti fermi della filosofia Jobs, e quindi della filosofia Apple, è non chiedere mai ai consumatori cosa vogliono in un preciso momento, ma dare loro quello che vorranno.
² – Lungi da me sposare le posizioni oltranziste di tipi come Stallman ma è un dato di fatto che nonostante mi trovi ad usare la posta IMAP di Google quotidianamente, sul mio iMac le email le scarico sempre e comunque in locale con un account POP 3.