TermKit, reinventare l’interfaccia UNIX nell’era di HTML5

di Andrea "C. Miller" Nepori 7

Si chiama TermKit ed è un tentativo – non il primo – di rendere più attuale il terminale Unix che trovate fra le utility del vostro Mac. Milioni di SysAdmin usano il terminale (o qualche software analogo su altri sistemi) quotidianamente, su Mac o Linux, per lavorare sulle macchine che gestiscono. L’interfaccia che si trovano davanti non è troppo diversa da quella che avreste potuto veder lampeggiare su un monitor a fosfori verdi in un centro di calcolo Californiano negli anni ’70.
Possibile, si è chiesto Steven Wittens, che non ci sia un modo per rendere UNIX (e tutti i sistemi *NIX) più intuitivo e più integrato con le moderne tecnologie software che siamo ormai abituati a vedere ovunque nel Web e nelle interfacce dei software? Se siete degli UNIX-geek-nerdcore quello che avete appena sentito è un brivido gelido lungo la schiena.

TermKit, come suggerisce il nome, porta sul terminale le possibilità offerte dal WebKit, il motore di rendering che anima Safari, Chrome e diversi altri browser Web. Il terminale pompato di Wittens, in sostanza, continua a consentire un accesso diretto al cuore della macchina, ma può fare tutto quello che riesce a fare un browser moderno, compresa la visualizzazione di animazioni complesse, di file PDF e di altri formati che con l’interfaccia di UNIX non hanno niente a che fare.

Pensare che il tentativo di Wittens sia motivato solamente da ragioni estetiche sarebbe riduttivo. Lo scopo di Termkit, dice lo sviluppatore, non è quello di rendere il terminale più bello, ma caso mai di renderlo più usabile, più user-friendly, soprattutto per coloro che a UNIX si avvicinano oggi per la prima volta e si trovano confusi da comandi o abbreviazioni che vanno imparati come una lingua straniera per poter essere padroneggiati.

Un progetto ambizioso che non si sa bene che futuro possa avere, ma che non va scartato a priori. E’ una proposta radicale e ambiziosa che pur con i suoi lati negativi, scaturisce da motivazioni condivisibili. L’unico vero problema è che forse i più tecnici non vogliono davvero questo tipo di interpretazione di alto livello fra loro e la macchina. Se vuoi mettere le mani sulle interiora del tuo server e operare a cuore aperto, devi sapere usare il bisturi, insomma. A chi volesse qualche dettaglio tecnico in più su TermKit consiglio la lettura del post di Wittens.

Voi che ne pensate? Avete esperienza di system administration in ambiente *NIX? Usereste un software come Termkit al posto del più classico Terminale?