L’icona di Keynote perde un po’ della sua “liricità”. Con il recente aggiornamento della suite iWork, Apple l’ha modificata e ha rimosso il vecchio riferimento al testo di “The Bitch of Living”, uno dei “numeri” del musical “Spring Awakening”.
Peccato. Più che altro perché quella citazione, uno degli storici Eater Egg nascosti nei software Apple, non è stata sostituita da altri riferimenti musicali o letterari, ma da una banale lista con *dummy text* affiancata da un grafico a colonne.

Certo, la nuova icona richiama molto di più il campo di applicazione di Keynote rispetto alla precedente, ma è vuota, senz’anima.
Probabilmente starete pensando che solo un povero impallinato Apple può notare una cosa simile e parlarne come se fosse davvero un problema.
Beh, “un problema” non lo è davvero, ma lasciatemi dire (e i Mac user con un po’ di esperienza alle spalle ve lo confermeranno) che sono sempre stati questi piccoli dettagli, insignificanti nel complesso, magari a volte un po’ pretenziosi, a distinguere Apple da tutti gli altri, a dare un significato in più ad una semplice icona, ad un elemento software preso per assodato e così piccolo da essere erroneamente considerato insignificante dai più.

Perché non celare una citazione ad un keynote di Steve Jobs, o magari, senza celebrare il passato in maniera autoreferenziale, a qualche discorso o intervento famoso? Qualsiasi soluzione sarebbe stata migliore del latinorum del Lorem Ipsum.
La qualità del software è sempre la stessa, naturalmente, ma perdere questo pezzetto un po’ dispiace. Un’icona che stava “all’incrocio fra la tecnologia e le arti liberali”, che a suo modo contribuiva a rendere Keynote un po’ speciale, ora si è leggermente “spostata” verso la banalità prevedibile di un testo che si trova come placeholder anche nel più insignificante dei siti Web.