iBooks su OS X, meglio tardi che mai

di Giordano Rodda 6

In un ecosistema integrato, poche cose danno più fastidio delle discrepanze: perché una funzione che fa il suo dovere su iOS poi non si trova su OS X e viceversa? Grazie alla lenzuolata di novità portata dalla WWDC, almeno due di queste esclusioni sono destinate a diventare un ricordo. Con iOS 7 arriva AirDrop – che d’ora in poi ci permetterà di scambiare una foto tra due iPhone senza fare a sportellate – e iBooks è pronto a sbarcare su OS X.

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Come ha spiegato con una certa soddisfazione Craig Federighi, la versione 10.9 del sistema operativo per Mac permetterà di acquistare libri scelti tra gli 1,8 milioni di titoli dell’iBooks Store (almeno per gli Stati Uniti: da noi molti meno, of course) e leggerli sul proprio computer. Una feature rivolta soprattutto a chi si annoia in ufficio agli studenti e che, con la complicità di iCloud, renderà possibile accedere ovunque ai nostri saggi e romanzi senza neanche perdere il segno.

L’interfaccia è semplice che di più non si può, lontana anni luce dalle venature del legno nell’attuale versione di iBooks per iPhone e iPad; nella presentazione si è sottolineata parecchio la possibilità di annotazioni e note, per un uso che sembra mirato in particolar modo alla ricerca e alla consultazione.

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Era ora, ma per qualcuno è già troppo tardi. L’anno scorso Jason O’Grady profetizzava che mai si sarebbe visto iBooks su un desktop Apple, e di certo chi ha un Kindle e preferisce il negozio di Amazon a quello di Cupertino gode già – con Kindle App – di una perfetta integrazione tra device portatili e Mac. Vedremo se la possibilità di accedere direttamente allo store (visto che per acquistare ebook su Amazon è necessario passare, in maniera un po’ inelegante, dal browser) sarà sufficiente a dare fastidio a Jeff Bezos.