I produttori cinesi utilizzano i display scartati da Apple per i cloni?

di Luca Iannario Commenta

Secondo quanto riportato da alcune fonti taiwanesi, i produttori orientali utilizzerebbero i pannelli capacitivi che non hanno superato i test di qualità di Apple per iPad 2 per realizzare i famosi cloni dei prodotti dell’azienda di Cupertino, che sono sempre più simili agli originali e che rappresentano un mercato decisamente importante per il paese (a discapito di Apple, ovviamente).

Le fonti hanno confermato al DigiTimes che i pannelli IPS da 9,7” scartati da Apple non vengono distrutti ma potrebbero essere sfruttati dai produttori locali per equipaggiare i prodotti clone venduti sul territorio cinese. I pannelli, realizzati principalmente da Samsung e LG, hanno una produzione stimata per 12-15 milioni di unità nel secondo trimestre, mentre gli iPad previsti per la vendita sono “solo” 7-9 milioni.

Si evince chiaramente che esiste un esubero di pannelli prodotti e che potrebbero finire nelle mani di produttori di cloni. I pannelli in eccesso sarebbero divisi in tre gruppi: quelli che non soddisfano i requisiti, quelli inviati a Foxconn per l’aumento delle vendite nel terzo trimestre e quelli acquistati dai rivenditori cinesi di cloni. Un esempio tipico di clone iPad è il tablet T10 Android 2.2 (che vedete nell’immagine di apertura) commercializzato da SmartDevices così come quelli prodotti da AGSO e Wanlida.

Il risparmio economico è del tutto evidente: il T10 viene venduto per 292 dollari, circa la metà del modello entry-level di iPad che costa 570 dollari in Cina. Nonostante Apple gestisca circa il 60% di tutti i display capacitivi prodotti nel mondo, non è possibile avere il controllo (ovviamente, del resto) di tutto il mercato. Sebbene la concorrenza sia un fattore del tutto positivo sia per i produttori che per i consumatori, non è facile tenere a bada una fetta non trascurabile di manifattura cinese che realizza cloni sempre più verosimili agli originali.

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