Sbloccare un iPhone? Zuckerberg sta con Apple, Bill Gates no

di Luigi De Girolamo 2

A rendere ancora più calda la diatriba tra Apple e l'FBI ci ha pensato Bill Gates, che ha preso la parola su una questione che, a conti fatti, investe anche la sicurezza nazionale. Di parere completamente diverso Marsk Zuckerberg dopo il Mobile World Congress

iPhone 5C

E’ sempre piuttosto caldo il caso che vede protagonista Apple e l’FBI, in merito alla possibilità di fornire alle autorità un software con il quale si renda possibile lo sblocco dell’iPhone 5C in possesso del terrorista che ha dato vita alla strage di San Bernardino. Considerando che nel corso delle ultime ore sulla questione si sono sbilanciati anche personaggi del calibro di Mark Zuckerberg e Bill Gates, è inevitabile che ora la telenovela viva una nuova fase, con opinioni discordanti.

Il numero uno di Facebook sembra avere pochi dubbi al riguardo:

“Siamo in sintonia con Apple. Crediamo che la crittografia dei dati sia quello che la gente vuole. Allo stesso tempo, come azienda tecnologica sentiamo di avere una grande responsabilità nell’aiutare il governo a prevenire il terrorismo. Facebook collabora da anni per eliminare messaggi, profili e pagine legate al terrorismo. Abbiamo politiche molto forti su questo tema, che di fatto vietano qualsiasi promozione di questo tipo. Ma chiedere ad un’azienda di creare una backdoor su un proprio dispositivo non credo sia la cosa giusta da fare”.

E Bill Gates? Il fondatore di Microsoft conferma ancora una volta di essere poco allineato alla politica di Apple:

“Si tratta di un singolo caso, l’FBI non sta chiedendo qualcosa di generale che possa colpire anche altri dispositivi. La richiesta dell’FBI fatta ad Apple non è diversa da quelle fatte ad una banca per un singolo estratto conto o ad un operatore telefonico per un singolo tabulato di un indagato”.

Ciò non toglie che Apple ad oggi continui a non voler dialogare sotto questo punto di vista.