Psystar: “ribelle” a spese dell’Open Source

di Andrea "C. Miller" Nepori 17

Non molto tempo fa Psystar ha lanciato un nuovo software, noto come Rebel EFI, che al modico prezzo di 50$ permetterebbe di installare in tutta tranquillità Mac OS X su comuni PC.
Secondo quanto scoperto da un noto OSX-hacker russo di nome Netkas e riportato da un sito russo, il nuovo software sarebbe in realtà un furto perpetrato ai danni della comunità hackintosh, in cui è costume consolidato rilasciare ogni tipo di software sotto licenze Open Source.
Insomma, Psystar non solo viola il copyright saltando a piè pari le limitazioni presenti in OS X, ma vende soluzioni software proprietarie defraudando i legittimi creatori del dovuto riconoscimento.
Chiariamo subito: vendere software Open Source è pratica legale e anche abbastanza comune. Il problema sta tutto nel fatto che Psystar non menziona in alcun modo il fatto che il proprio programma Rebel EFI è basato su codice pubblicamente disponibile sotto una licenza detta Apple Public License. Si tratta di una licenza di tipo GPL che formalmente obbliga chiunque utilizzi il codice per realizzare un proprio software, anche a fini commerciali, a rilasciare una versione pubblicamente modificabile e analizzabile del programma.

E’ fatto risaputo che Psystar sfrutta da sempre gli sforzi della comunità hackintosh per i propri fini, dato che per “creare” gli Open PC l’azienda utilizza soluzioni software liberamente disponibili come Boot-123, furbescamente rinominato come DUBL (Darwin Universal Bootloader). No-comment sul fatto che, pubblicamente, Psystar vorrebbe ergersi a paladina della libertà, in rappresentanza proprio di quelle comunità cui ruba senza contegno idee e risorse.

Questi sviluppi raccontano molto sulla vera anima di Psystar. Chi si schiera a favore del produttore di cloni contro una Apple cattiva e liberticida, dovrebbe tenere presente anche questi aspetti. Chi ama gli Hackintosh e la cultura underground che ruota attorno a questa vivace comunità di smanettoni non può fare il tifo per questi truffatorucoli da quattro soldi che han deciso di recitare, fin dall’atto della propria fondazione, il ruolo fin troppo facile delle povere vittime indifese.

[via SetteB.IT]