Perché non uso mai Siri sull’iPad

di Andrea "C. Miller" Nepori 6

Nelle prossime settimane, con ogni probabilità, Apple fornirà qualche anticipazione su OS X 10.9. In tanti si aspettano che l’integrazione di Siri sui Mac possa essere una delle novità principali del nuovo sistema operativo desktop di Apple.
Ma siamo davvero sicuri che Siri sui Mac possa davvero avere senso? Non lo so e sarò molto di curioso di provarlo. Per adesso so per certo, però, che sul mio iPad Siri non la uso praticamente mai. In parte per motivi legati alla tecnologia, in parte per motivi legati specificamente al dispositivo.

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Assistente alle telefonate

Una delle funzioni più utili di Siri, inutile negarlo, è ancora il “semplice” comando vocale per l’attivazione di una telefonata. Quando si hanno le mani occupate o si sta facendo qualcos’altro (guidando, in primis) viene facile chiedere all’assistente virtuale di chiamare tizio o caio.
L’iPad, non avendo funzioni telefoniche, è tagliato fuori da una funzione fondamentale per ricordarci dell’esistenza della nostra assistente elettronica.
Il discorso vale meno per i messaggi, ma anche in quel caso il telefono rimane pur sempre il dispositivo preferito per l’invio e la ricezione di SMS e iMessage.

Abitudine alla tecnologia

Abituarsi a parlare ad un coso elettronico è ancora molto più complicato di quanto vogliamo credere. Se tuttavia parlare ad un telefono è più semplice, non fosse altro perché la gestualità è più affine a quella di una telefonata, rivolgersi ad un tablet come se si stesse parlando ad una persona rimane più complicato.
E poi diciamolo: il tablet non sta in una tasca come l’iPhone e molto spesso non è collegato alle cuffie quando lo portiamo in borsa. Se devo estrarlo per segnare un appuntamento sul calendario a quel punto posso farlo anche manualmente senza chiedere nulla a Siri che, va detto, in molti casi è ancora più lenta di un inserimento fatto con le nostre brave dita.

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E’ lenta (in italiano)

Oltre ai problemi relativi al dispositivo, vanno messi nel conto una serie di elementi a sfavore della tecnologia di Siri nel suo complesso.
La lentezza è ad esempio uno di questi. Devo però specificare: la lentezza nella nostra lingua. Non è ben chiaro per quale motivo, ma Siri in inglese ci mette molto meno tempo a rispondere e ad agire. Ho fatto più di una prova al riguardo, con più di un dispositivo, e salvo miglioramenti recenti, i down del servizio e la generale “congestione” nel collegamento sono molto più frequenti in lingue diverse dall’inglese.

Deve imparare meglio la nostra lingua

La lingua continua ad essere il vero grande scoglio di una tecnologia che ha, indubbiamente, un futuro roseo davanti.
Siri capisce bene l’italiano e lo parla decentemente ma sono ancora troppi gli errori di comprensione su parole di uso comune e troppe le volte in cui una richiesta termina con l’invito ad una generica ricerca su Internet.
Il problema è particolarmente con le parole straniere di uso comune. Qualche giorno fa, per testare il servizio di informazione cinematografica, ho provato a chiedere chi fosse il regista di Batman Begins.
Niente da fare. Non c’è stato verso di farle capire la parola Batman. Dopo svariati tentativi, con spelling e accenti differenti, ho lasciato perdere, non senza una punta di frustrazione.
Anche le incomprensioni semantiche sono ancora troppo frequenti nella nostra lingua per considerare la Siri italiana un’assistente affidabile al di fuori di alcune funzionalità di base (quelle attinenti principalmente alla sfera telefonica).

Andrà meglio in futuro?

Sono convinto che Siri, già allo stato attuale, sia una tecnologia notevole. Tuttavia siamo ancora ad un punto in cui il potenziale e le prospettive future hanno un peso maggiore delle funzionalità attualmente già implementate.
Apple deve lavorare molto in tante direzioni. L’intenzione c’è, visto che a Cupertino si pensa a Siri come un vero Sistema Operativo dentro il Sistema Operativo, ma ancora dobbiamo vedere i frutti di questo sforzo tecnologico.

Non voglio dunque sembrare eccessivamente severo, ma ritengo davvero che allo stato attuale, Siri sia ancora poco pronta per aiutarci davvero in lingue diverse dall’inglese e che siano poche le potenzialità su un dispositivo a metà fra computer e smartphone quale è l’iPad.

Sono invece sinceramente curioso, come già detto, di testarla su un Mac. Ci sono buone possibilità che in questo senso l’attesa non sia più molto lunga. Ci aggiorneremo sulla questione a tempo debito.