P.A. Semi continuerà a fornire chip ai militari

di Andrea "C. Miller" Nepori 4

Apple non dismetterà completamente l’attuale linea di produzione di P.A. Semi, l’azienda produttrice di circuiti integrati ad alta efficienza energetica acquisita dall’azienda di Cupertino un mese fa per circa 300 milioni di dollari. Secondo quanto riportato da The Register, PA Semi avrebbe tranquillizzato alcuni clienti particolarmente importanti confermando che l’azienda avrebbe continuato a fornire l’attuale linea di prodotti. Una notizia di poco conto, se non fosse che i chip di PA Semi sono utilizzati dalle maggiori aziende nel settore della difesa statunitense.

Al momento dell’acquisizione non era ben chiaro quali intenzioni vi si celassero dietro, ma lo Stesso Steve Jobs ha poi indirettamente confermato che Apple è interessata semplicemente al Know-how tecnico e alla preparatissima squadra di ingegneri che lavorano per P.A. Semi. L’attuale linea di produzione, invece, non sarebbe stata più supportata.

Il Dipartimento della Difesa Statunitense avrebbe però avuto qualcosa da ridire sull’intenzione di Cupertino di dismettere completamente la produzione di P.A. Semi. Aziende come la Lockheed e la Raytheon, produttori di importanza strategica nel settore militare, utilizzano il chip PWRficient dell’azienda acquisita da Apple in molti “prodotti” che vanno a rifornire direttamente l’arsenale americano.

Una piccola parte della squadra di ingegneri di P.A. Semi continuerà dunque ad occuparsi della gestione dell’attuale linea di processori (la cui realizzazione è commissionata alla Texas Instrument) per non scontentare i tizi con la mimetica, i quali, in caso contrario, avrebbero potuto porre il veto sull’acquisizione adducendo la classica scusa della Sicurezza Nazionale.

Apple che produce chip per i missili? Anche se in maniera alquanto indiretta e imprecisa (naturalmente non è dato sapere con certezza come vengano utilizzati i chip) lo scenario potrebbe essere questo. Inutile sottolineare che la cosa non ci piace affatto ma vogliamo continuare a credere, forse peccando di ingenuità, che a Cupertino si siano trovati con la patata bollente fra le mani perché ignari delle ramificazioni della produzione per il settore militare di P.A. Semi. Un’ipotesi che sembra venir confermata dal fatto che fin da subito Cupertino ha comunicato il proprio disinteresse per la produzione di P.A. Semi. Speriamo dunque che si tratti soltanto di un supporto transitorio (non è sicuramente previsto lo sviluppo di nuovi chip) alla fornitura che serva per dare il tempo ai grandi colossi della produzione di armamenti di virare verso altre soluzioni. Speriamo davvero, anche perché un missile è sicuramente l’ultimo posto in cui ci piacerebbe scorgere il familiare logo a forma di mela.