Intel entra nel mercato dei drive a stato solido

di Andrea "C. Miller" Nepori Commenta

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Intel si appresta a fare la propria entrata nel promettente mercato dei supporti di memoria NAND, in cui al momento la fanno da padroni Samsung, Toshiba e SanDisk. Al momento il gigante di Santa Clara, leader mondiale nel mercato dei microprocessori, produce una linea di prodotti dal volume limitato (16GB), ma Troy Winslow, Marketing Manager del settore NAND Products, ha annunciato che nel secondo trimestre di quest’anno Intel introdurrà una serie di dischi SSD da 80GB e 160GB .

Il Manager di Intel ha lasciato intendere che i drive con memoria flash che Intel si appresta a commercializzare saranno decisamente più veloci dei prodotti della concorrenza e in lettura supereranno abbondantemente i 100 MB/sec. attualmente offerti da prodotti di Samsung e di altre compagnie. Intel introdurrà anche una linea di dischi rigidi SSD con interfaccia SATA. nello specifico Intel adopererà l’interfaccia SATA II, che può arrivare ad offrire velocità di 3GB/sec.

Winslow è sicuro che il 2008 sarà l’anno dell’affermazione delle memorie SSD e si dice certo che Intel saprà imporsi nel settore grazie alla propria superiorità nella fabbricazione del chip degli hard disk a stato solido e all’ottimizzazione del firmware per la gestione del drive:

“Il modo in cui viene progettata l’architettura di una memoria SSD e il modo in cui operano il firmware e il controller fanno largamente la differenza”.

Vista la stretta collaborazione fra Intel e Apple è facile immaginare che i nuovi supporti di memoria a stato solido faranno presto il proprio debutto all’interno dei computer della mela. Il primo Mac a beneficiare dei nuovi drive a stato solido made in Santa Clara, salvo eventuali problemi di compatibilità, sarà quasi certamente il MacBook Air, il primo computer Apple ad offrire come opzione una memoria a stato solido da 64GB. La versione dei drive con interfaccia SATA II, la più performante in assoluto, non sarà tuttavia compatibile con l’attuale versione del MacBook Air ma potrebbe tranquillamente essere inclusa in una futura revisione del portatile supersottile.

Perché i nuovi Drive SSD si affermino presso il grande pubblico e sostituiscano gli attuali Hard Disk, è necessario tuttavia che il prezzo dei supporti si abbassi notevolmente. L’esempio MacBook Air è lampante: 900€ di differenza fra la versione con Hard Disk tradizionale e la versione dotata di drive SSD. L’arrivo di Intel sul mercato non potrà che accelerare il naturale processo di abbassamento dei prezzi in proporzione inversa all’aumento delle prestazioni. Lo stesso Winslow afferma infatti che è previsto un abbassamento del 40% dei prezzi su base annua, con un possibile progressivo dimezzamento dei costi nel 2009 e nel 2010.

Per adesso solamente gli Apple-addicts più facoltosi, o i giornalisti più fortunati, potranno permettersi di equipaggiare i propri Mac con i nuovi supporti di memoria a stato solido quando essi saranno disponibili per l’acquisto da parte del grande pubblico (per adesso è possibile solo trovarli su computer già assemblati). Fra un annetto o poco più, invece, potremo con buona probabilità permetterci di acquistare i nuovi drives (veloci, silenziosissimi, super-affidabili e super-performanti) per insufflare nuova vita anche nei nostri Mac più datati.

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