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Gli “sporchi trucchi” di Samsung contro Apple

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Una signora entra in un negozio di telefonia e dice al commesso: “Buonasera, domani mio figlio fa 18 anni, vorrei comprargli uno di questi telefonini che si collegano a internet, che fanno le fotografie, che fanno la chat… il figlio di mio cognato mi ha detto di prendere un.. afòn.. aifonn.. quello con la mela sopra” – Il commesso prontamente replica: “Signora, con tutto il rispetto ma il figlio di suo cognato non capisce niente di tecnologia!”

“Ho capito bene le esigenze di suo figlio, non gli prenda assolutamente un iPhone, costa un sacco di soldi ed è un prodotto davvero scadente, acquisti il Samsung Galaxy S3 invece, abbiamo un’ottima offerta e si porterà a casa il miglior cellulare sul mercato! Suo figlio sarà felicissimo!”

“Ma veramente mi avevano detto di prendere l’afonn…”

“Signora, chi è che ne capisce di smartphone qui dentro? Io o lei?”

“Lei…”

“Ecco qui il suo Samsung Galaxy S3, la cassa è da quella parte. Buona giornata”

Avete mai assistito ad una scena del genere? Oggi apprendiamo da Fortune (reggetevi forte) che il commesso potrebbe aver ricevuto soldi da Samsung. In una guerra ormai senza esclusione di colpi, può succedere anche questo. D’altronde, sono pochi quelli che conoscono davvero le differenze tra iPhone 5 e Galaxy S3. La stragrande maggioranza delle persone “comuni” (sicuramente non i lettori di TAL) si limita al consiglio di un amico, di un parente o appunto del commesso di un negozio.

Alcuni fanno una ricerca su internet per leggere i commenti della “gente comune”: ma attenzione, persino lì potrebbero esserci degli infiltrati pagati dalla casa coreana per criticare fortemente Apple ed elogiare Samsung. Proprio questa settimana una filiale Taiwanese della Samsung ha ammesso di aver pagato degli studenti per postare commenti negativi sui rivali, nel loro mercato interno. E cose simili sono successe anche nel Regno Unito e in Svezia.

Pare anche che abbiano fatto azioni di danneggiamento in borsa, spingendo a vendere le azioni AAPL, e macchiandone la reputazione a Wall Street, una volta brillante. Tutto questo chiaramente si unisce alla forte campagna pubblicitaria spudoratamente anti-Apple di cui vi abbiamo parlato più volte.

Samsung è un forte competitor di Apple nel settore degli smartphone (e non solo) e i suoi prodotti sono sempre migliori, sempre più interessanti e curati in ogni singolo aspetto. Su questo non ci piove. Ma proprio per questo motivo, è davvero necessario per l’azienda di Lee Kun-hee avvalersi di questi mezzucci? E soprattutto, dove vogliono arrivare?