Foxconn: il Brasile si avvicina, nuove proteste a Shenzen

di Andrea "C. Miller" Nepori Commenta

Il governo brasiliano ha avviato alcune iniziate volte ad attirare gli investimenti stranieri nel settore dei prodotti informatici di consumo, tablet in primis. L’interesse di Foxconn per l’apertura di nuove fabbriche nel paese sudamericano ha giocato un ruolo fondamentale nelle decisioni dell’esecutivo Roussef. Le misure fiscali fanno il paio con la decisione di inserire anche i tablet, iPad in primis, nel programma per l’acquisto di computer e dispositivi informatici nelle scuole pubbliche.
Mentre Foxconn guarda al Sudamerica torna d’attualità la condizione dei lavoratori cinesi negli stabilimenti della controllata di Hon Hai, dopo le pittoresche proteste di alcuni attivisti e dipendenti.

Il ministro della Scienza e delle tecnologia brasiliano, Aloizio Mercadante, ha annunciato che il governo inserirà anche i tablet come l’iPad nel programma One Laptop per Child attualmente attivo nel paese.
Verranno inoltre drasticamente tagliate le tasse sui dispositivi prodotti localmente. Ad oggi la pressione fiscale sui prodotti elettronici di importazione è uno dei principali ostacoli alla diffusione dei dispositivi come l’iPad presso la fascia media del paese sudamericano, dato che le tasse ne gonfiano enormemente il prezzo finale.

Delle misure beneficeranno diversi produttori brasiliani, come Positivo Informatica, uno dei principali fornitori statali di computer. Ovviamente anche Foxconn potrebbe essere seriamente incentivata ad investire nel paese. Dilma Roussef in una recente visita a Pechino ha parlato di un investimento da parte dell’azienda taiwanese per una cifra che potrebbe aggirarsi attorno ai 12 miliardi di dollari in cinque o sei anni.

Mentre nuovi accordi internazionali prendono forma, a Shenzen torna d’attualità la condizione dei dipendenti del gigante della produzione elettronica. Durante un meeting degli azionisti di Foxconn alcuni dipendenti e attivisti hanno inscenato una curiosa protesta di fronte alla sede dell’azienda per chiedere un nuovo aumento dei salari.
Invece del solito sit-in i manifestanti hanno scelto il “planking”, il gesto di sdraiarsi pancia sotto con la faccia fissa verso il suolo. Nato come meme social (in tanti si fotografano in questa posizione nei posti più assurdi per mettere le foto su Facebook) il planking è sempre più utilizzato come forma di protesta. Potreste averne sentito parlare di recente, perché qualche giorno fa un ragazzo australiano è morto proprio facendo “planking”, da ubriaco, in equilibrio sulla ringhiera di un balcone.