Foxconn ferma uno stabilimento in India

di Luca Iannario Commenta

In base a quando riportato da Google News, Foxconn, uno dei maggiori partner industriali di Apple, ha interrotto la produzione di uno stabilimento situato in India in seguito al presunto avvelenamento di circa 250 operai.

I lavoratori, infatti, sono stati ricoverati presso una struttura ospedaliera in seguito all’inalazione di sostanze tossiche. Secondo quanto dichiarato dall’azienda all’inizio della settimana, la catena di produzione dello stabilimento di Chennai (India meridionale) è stata fermata nella giornata di lunedì e si prevede che tutto torni alla normalità nel giro di una settimana.

Lo scorso venerdì alcuni operai hanno cominciato a “lamentare giramenti di testa e sensazioni di nausea”. Foxconn ritiene che gli incidenti siano da attribuire alla periodica nebulizzazione di pesticidi all’interno dell’impianto di produzione, sebbene siano tutt’ora in corso degli accertamenti per individuare esattamente le cause di questi episodi.

“In seguito all’incidente”, ha affermato Foxconn, “per precauzione, l’azienda ha sospeso le operazioni presso la struttura in questione dal 26 luglio per permettere alle autorità locali di competenza di controllare e pulire lo stabilimento”.

Dei 250 dipendenti, circa metà della forza lavoro dell’impianto, 28 sono stati trattenuti in ospedale per ulteriori accertamenti mentre tutti gli altri sono stati dimessi (ma rimarranno sotto osservazione).

Ultimamente l’azienda satellite del gruppo Hon Hai è stata al centro di accesi dibattiti a causa degli undici suicidi commessi dai propri operai, dieci dei quali presso lo stabilimento di Shenzhen in Cina. Secondo l’azienda tali suicidi non hanno nulla a che vedere con la vita lavorativa dei propri dipendenti; tuttavia, a partire dal prossimo primo ottobre, Foxconn aumenterà lo stipendio mensile dei propri operai del 70%, garantendo un salario di “ben” 295 dollari.

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