Apple testa i caricamenti a induzione: energia solare per iWatch?

di Giovanni Biasi 1

iwatch energia solare

Secondo un report recente, Apple starebbe testando metodi di caricamento a induzione tramite energia solare per il suo nuovo iWatch – o comunque per dispositivi indossabili. Nonostante sia una tecnologia che sembrerebbe ancora piuttosto lontana, si dice che la compagnia stia comunque testando l’inserimento di un caricabatterie a energia solare all’interno del display del dispositivo, per riuscire così, in qualche modo, ad accelerare le cose. 

È il Times a riportare la cosa, aggiungendo che Apple avrebbe già testato in passato funzionalità simili su iPod e iPhone, ma avrebbe trovato molte difficoltà nel realizzarle concretamente. Secondo Tony Fadell, uno degli autori di iPod che ora lavora per Nest, i dispositivi passano troppo tempo in tasca, all’aperto, mentre al chiuso l’illuminazione è troppo debole per caricare la batteria in modo significativo. Un iWatch, però, che andrebbe ovviamente portato al polso, avrebbe maggiori opportunità di sfruttare la cosa al meglio.

Il caricamento a induzione, nonostante non sia ancora arrivato su dispositivi Apple, è già una realtà all’interno di device Android e Windows Phone 8. La maggior parte di questi dispositivi utilizzano la tecnologia Qi, uno standard di caricamento che garantisce l’uso e la comunicazione di diversi dispositivi e diverse basi di caricamento. Non è chiaro, al momento, se Apple andrà ad utilizzare uno standard proprietario, o si affiderà a uno già esistente (come, appunto, Qi).
E sempre rimanendo sul tema dei caricabatterie, è sempre il Times ad affermare come Apple starebbe testando una tecnologia che permetta ai dispositivi di caricarsi utilizzando il movimento dell’utente – si tratta di un brevetto depositato nel 2009.

Non sappiamo ancora nulla di più concreto riguardo iWatch, o qualunque sia il suo nome: i rumor ormai si sprecano da mesi, ma da Apple in realtà tutto tace. Ci aspettiamo, comunque, di saperne di più nel corso di quest’anno.

E voi, lettori, lo comprereste un iWatch?

via | Ars Technica