Apple Store Bologna: aprirà ad ottobre

di Luca Iannario 20

Non è una novità in senso assoluto, avevamo già la conferma “ufficiale” dal cartello del cantiere posto sull’impalcatura che fa capolino in Via Rizzoli 16, a pochi metri dalle Due Torri del capoluogo emiliano. La palazzina in stile Liberty (per la quale Apple avrebbe pagato la modica cifra di 80 milioni di euro), che in precedenza era utilizzata dal punto vendita Stefanel, sarà utilizzata dall’azienda di Cupertino per aprire il quinto punto vendita al pubblico in Italia.

Apple, inoltre, è già a caccia del personale retail da impiegare nel suo primo punto vendita italiano situato in pieno centro, in pratica tra P.zza Maggiore e le Due Torri, lungo uno dei corsi principali di Bologna. Oltre alla felicità dei tanti appassionati della Mela, tuttavia, sembrerebbe che ci sia nell’aria un certo malcontento da parte dell’APR storico del centro storico di Bologna, Abda.

Enrico Cesari, titolare di Abda fino allo scorso dicembre, infatti, sostiene che con l’apertura dello Store ufficiale Apple in pieno centro le speranze di sopravvivenza per i “piccoli” rivenditori saranno ridotte al minimo. Non è dello stesso parere l’azienda padovana Abc.it, proprietaria di Abda.

Pareri contrastanti, dunque. Anche se, sinceramente, conoscendo la posizione di Abda (che in pratica si trova a 200 metri dal punto in cui aprirà lo store ufficiale, sulla stessa strada), ritengo che sia più lucida e razionale l’opinione di Cesari.

“È a rischio la nostra sopravvivenza”, sostiene Cesari, sicuro che la presenza diretta di Apple sul territorio renderà impossibile la concorrenza degli altri rivenditori autorizzati. Motivo per cui, a dicembre, ha deciso di abbandonare Abda e lasciare la sua quota societaria.

Come già accennato, la posizione di Abc.it è opposta a quella di Cesari. Giovanni Alberini, AD di Abc, sostiene che “Apple non dice nulla, noi nemmeno (a proposito dell’apertura, ndr). Noi siamo Premium Reseller e vogliamo rimanerlo: Apple dice che c’è posto per tutti, attendiamo risposte a ciò che abbiamo loro sottoposto”.

Quale delle due considerazioni vi sembra più realista? Fatecelo sapere nei vostri commenti.

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