Apple e la corsa all’hardware inutile

di Lorenzo Paletti 13

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Se parlate con un Apple Hater della potenza di un Mac, vi dirà che può assemblare un PC ad un prezzo inferiore. Forse ha ragione (posto di non considerare piccoli dettagli come il design, i materiali e il sistema operativo). Però, a ben vedere, Apple sta facendo di tutto per inserire le tecnologie di ultima generazione sui suoi dispositivi, e lo sta facendo al solito prezzo.

A fare la riflessione è Mike Elgan su Cult of Mac. Tutto parte dal nuovo Mac Pro. Stephen Fung di Futurelooks ha comprato un Mac Pro da 9599 dollari, e quando ha provato a calcolare il costo di un PC con le stesse caratteristiche, ha scoperto che verrebbe a costare più di 11500 dollari (senza contare l’installazione di Windows). Apple starebbe anche lavorando ad un iPad da 12 pollici con risoluzioni vicine all’UHD, e ha stupito tutti quando ha introdotto un processore a 64-bit su iPhone 5s, o quando ha montato chip per il Bluetooth LE su iPhone 4S, in un tempo in cui praticamente non esistevano accessori compatibili.

Apple ha tolto il CD quando tutti lo usavano, e introdotto la porta Thunderbolt quando non ci si poteva collegare nulla. Ha lanciato MacBook Air, a tutti gli effetti il primo ultrabook, in un’epoca in cui a nessuno sembrava utile avere un portatile così sottile privo di qualsiasi forma di lettore ottico.

A volte Apple esagera. O almeno sembra esagerare, con caratteristiche hardware troppo avanti rispetto all’epoca in cui sono lanciate. Oggi, chi ha bisogno o sfrutta davvero i 64-bit di A7? Gli hater vi diranno che è la corsa alla caratteristica più innovativa che Apple utilizza per attirare i clienti. Ci sono però tre ragioni per cui la politica di Cupertino sotto questo aspetto è a dir poco azzeccata:

1. Apple vende iPhone come si vende il pane. Questo significa che se una nuova tecnologia finisce sullo smartphone di Cupertino, ha maggiori probabilità di diventare uno standard. Con l’adozione di una nuova tecnologia, Apple indica la strada ai produttori di accessori e agli sviluppatori di software. Vedremo, tra un anno, quanti dispositivi mobili monteranno un sensore per il riconoscimento delle impronte digitali.

2. Apple rende i suoi dispositivi a prova di invecchiamento. Oggi i 64-bit di A7 servono a poco, ma di qui a due anni chi può dirlo? Potrebbe succedere quello che è successo con Bluetooth LE. Al tempo assolutamente inutile, è diventato ora il metodo di comunicazione preferenziale per molti accessori che si collegano ad iPhone. E i possessori di iPhone 4S non devono sostituire il loro device per fare funzionare l’ultima generazione del FuelBand di Nike.

3. Apple prepara il terreno per progetti sorprendenti. Quando Apple ha lanciato, nelle scorse settimane, il servizio iBeacon per i suoi Apple Store, aveva bisogno di utenti che avessero Bluetooth LE sui loro dispositivi mobili. Fortunatamente moltissimi clienti di Apple hanno un iPhone 4S (o successivo).

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